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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Il Riformista Rassegna Stampa
07.11.2025 Un colpo di Stato spacciato per un atto eroico contro Netanyahu
Commento di Iuri Maria Prado

Testata: Il Riformista
Data: 07 novembre 2025
Pagina: 4
Autore: Iuri Maria Prado
Titolo: «Il Generale diffonde i documenti di un’indagine. Colpo di Stato spacciato per atto eroico anti-Bibi»

Riprendiamo dal RIFORMISTA di oggi, 07/11/2025, a pagina 4, il commento di Iuri Maria Prado dal titolo "Il Generale diffonde i documenti di un’indagine. Colpo di Stato spacciato per atto eroico anti-Bibi".


Iuri Maria Prado

Se un generale, posto a capo dell'ufficio legale, fa pubblicare documenti segreti di un'indagine in corso, è un atto illegale ed eversivo. Visto l'alto grado di chi lo sta compiendo, ovunque nel mondo verrebbe giudicato come una prova generale di colpo di Stato. Ma in Israele no: siccome l'eversione è ai danni di Netanyahu, allora la stampa internazionale commenta il tutto come un atto di eroismo.

Che cosa succederebbe, in qualunque sistema democratico, se un generale dell’esercito, posto a capo dell’ufficio legale, prendesse dei documenti di un’indagine in corso e li distribuisse a giornali e televisioni?

Che cosa accadrebbe se, parallelamente, quel militare — senza dimettersi — si ponesse in aperto contrasto con il ministro da cui dipende, con la commissione parlamentare competente e con il governo?

Succederebbe che la cosa verrebbe definita per quel che è: un tentativo di eversione istituzionale e di sabotaggio della sicurezza nazionale. Una prova di colpo di Stato, per dirla in modo semplice e preciso.

E che cosa succederebbe, in qualunque sistema democratico, al responsabile di un simile esperimento eversivo? Succederebbe che lo metterebbero dentro.

È esattamente ciò che è avvenuto in Israele nel caso che ha coinvolto il generale Yifat Tomer-Yerushalmi, capo della difesa legale dell’esercito, arrestata con l’accusa — nell’ordine — di aver trafficato, forse manipolandoli, con documenti relativi a un’indagine su un episodio di abuso ai danni di un detenuto palestinese; di averli fatti divulgare ai mezzi di informazione con la giustificazione che le indagini rischiavano l’insabbiamento; di aver reso dichiarazioni false all’autorità giudiziaria; e infine di essersi resa irreperibile, occultando o facendo sparire i propri dispositivi elettronici.

Ora, se anziché di Yifat Tomer-Yerushalmi si fosse trattato del generale Tizio — italiano, francese o di qualunque altro Paese — lo avremmo trattato per ciò che sembra essere, cioè un pericoloso mestatore? O piuttosto come il paladino della giustizia che smaschera le “soperchierie” del governo?

È pressappoco in quest’ultimo modo che è stata descritta, in mezzo mondo occidentale — Italia compresa — quella disinvolta trafficona. E se a dichiarare che il comportamento di quella sabotatrice ha messo gravemente a rischio il Paese non fosse stato Benjamin Netanyahu, ma un primo ministro qualunque — britannico, tedesco o altro — avremmo detto: “Ci mancherebbe altro, ha perfettamente ragione”? Oppure ci saremmo esercitati nel rimproverargli di non aver lasciato libero quel militare di condurre, a suon di gravissimi reati, la propria personale guerriglia?

La realtà è che, siccome si tratta di Israele e del governo israeliano, allora è benedetto — a prescindere da dove provenga e indipendentemente da come sia condotto — ogni possibile colpo di opposizione. E va benissimo anche il colpo di Stato, magari con qualche cruccio solo perché non è riuscito.

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redazione@ilriformista.it

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