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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Libero Rassegna Stampa
25.10.2025 Né Hamas, né UNRWA a Gaza: la posizione degli Usa
Redazionale di Libero

Testata: Libero
Data: 25 ottobre 2025
Pagina: 12
Autore: Redazione di Libero
Titolo: ««Né Hamas né Unrwa a Gaza»»

Riprendiamo da LIBERO di oggi, 25/10/2025, a pag. 12, il redazionale "Né Hamas né Unrwa a Gaza".

Marco Rubio incontra Netanyahu a Gerusalemme. E ribadisce gli impegni americani sul piano di pace: Hamas non deve tornare al potere a Gaza e deve essere disarmato. E neppure l'UNRWA deve essere più monopolista degli aiuti a Gaza.

L’amministrazione Trump nell’ultima settimana ha esercitato pressioni molto forti sul governo israeliano perché, nell’ordine, accettasse: il cessate il fuoco e il piano di pace Usa in 20 punti, non rispondesse con troppo vigore alle violazioni della tregua da parte dei terroristi e, soprattutto, mettesse un freno al piano di annettersi pezzi di Cisgiordania. Dall’altra parte della barricata, però, Qatar e Turchia non mettevano la stessa determinazione nel pressing su Hamas. Risultato: il gruppo islamista non solo non ha restituito tutti i corpi degli ostaggi uccisi, ma ha anche dichiarato che a disarmare e a lasciare Gaza non ci pensa affatto.
Inevitabile la reazione americana. Ieri il segretario di Stato Marco Rubio, a Gerusalemme, ha chiarito che lo sforzo americano per la pace non può essere una scusa per garantire impunità ai terroristi. «Se Hamas rifiuta la smilitarizzazione», ha detto il capo della diplomazia americana, «ciò costituirà una violazione dell’accordo e dovrà avere conseguenze».
«Non c’è un piano B» oltre a quello del presidente Trump per Gaza, «questo è il piano migliore» ha affermato Rubio che ha avuto parole durissime anche per l’Unwra, agenzia delle Nazioni Unite per i profughi palestinesi. «L’Unwra non avrà alcun ruolo», ha assicurato nella conferenza stampa alla sede del Coordinamento civile -militare per Gaza. «L’Onu è qui. Stiamo vedendo il lavoro del World Food Programme.
Ci sono anche Ong senza scopo di lucro, organizzazioni di assistenza umanitaria come la Borsa del Samaritano». Gli Stati Uniti sono disposti a lavorare con questi enti. Ma non con l'Urnwa «che è diventata una filiale di Hamas».
In base all'accordo di cessate il fuoco a Gaza, verrà istituita una forza internazionale di stabilizzazione. Rubio ha affermato che dovrà essere composta da Paesi con cui Israele si sente «a suo agio» (messaggio alla Turchia). Infine Rubio si è recato al quartier generale Usa a Kiryat Gat, nel sud di Israele, per partecipare a un briefing con ufficiali delle Idf. Era presente anche Steven H. Fagin, ambasciatore Usa in Yemen. Huthi avvisato...

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