Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Omri Miran: intrappolato in una gabbia per mesi da Hamas Commento di Michelle Zarfati
Testata: Shalom Data: 20 ottobre 2025 Pagina: 1 Autore: Michelle Zarfati Titolo: «Omri Miran: intrappolato in una gabbia per mesi da Hamas»
Riprendiamo da SHALOM online il commento di Michelle Zarfati dal titolo "Omri Miran: intrappolato in una gabbia per mesi da Hamas".
Michelle Zarfati
Omri Miran, ora è libero, ma fino alla settimana scorsa era chiuso in una gabbia, prigioniero dei terroristi di Hamas. Man mano che gli ostaggi israeliani raccontano le loro esperienze di prigionia, emergono le storie dell'orrore dei terroristi islamici.
Omri Miran è stato liberato dopo oltre due anni di prigionia nelle mani di Hamas. Di recente è stato dimesso dall’ospedale Ichilov di Tel Aviv e ha potuto far ritorno al kibbutz Kramim, dove vive con la famiglia. Durante la sua prigionia, secondo le dichiarazioni dei suoi familiari, Omri è stato tenuto incatenato in una gabbia, spesso costretto a restare accucciato in uno spazio molto angusto. Inoltre, sarebbe stato spostato ripetutamente tra tunnel sotterranei e edifici superiori a Gaza, in almeno 23 località diverse; gli è stato negato il diritto di ricevere notizie sulla moglie e sulle figlie, costringendolo a vivere nel dubbio per mesi. Per circa cinque mesi è rimasto confinato con altri ostaggi, poi progressivamente trasferito, fino a restare con un solo altro ostaggio.
I familiari hanno raccontato alla stampa locale che durante quel periodo di terrore, Miran cercava di mantenere la lucidità “contando ogni giorno nella sua testa”, e talvolta cucinava persino per i suoi aguzzini, che gradivano i suoi piatti. La ricostruzione del suo calvario, resa nota dopo la sua liberazione, accende i riflettori sulle condizioni subite da molti ostaggi. Omri era stato preso durante l’assalto del 7 ottobre dal kibbutz di Nahal Oz. Il quarantottenne ha anche descritto di essere stato legato per tre settimane, poco dopo il suo rapimento. Oltre a Miran, altri due ostaggi liberati – Matan Zangauker e Matan Angrest – sono stati rilasciati dall’Ichilov Medical Center nel corso della giornata di venerdì dopo aver ricevuto cure e completato le valutazioni.
L’ospedale ha fatto sapere che Angrest e la sua famiglia “si trasferiranno in un ambiente che consentirà un graduale ritorno a casa, ricevendo cure mediche e riabilitative in corso secondo necessità”. Lo staff di Ichilov ha dichiarato inoltre che tutti gli ostaggi recentemente liberati “continueranno ad essere accompagnati da squadre mediche e assistenti sociali e saranno sottoposti a esami di follow-up e cure come richiesto”.
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