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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Il Riformista Rassegna Stampa
30.09.2025 Gaza e Magistratura democratica. Il tribunale indottrinato
Commento di Iuri Maria Prado

Testata: Il Riformista
Data: 30 settembre 2025
Pagina: 4
Autore: Iuri Maria Prado
Titolo: «Gaza e Magistratura democratica. Il tribunale indottrinato»

Riprendiamo dal RIFORMISTA di oggi, 30/09/2025, a pagina 4, l'editoriale di Iuri Maria Prado dal titolo "Gaza e Magistratura democratica. Il tribunale indottrinato".


Iuri Maria Prado

Magistratura Democratica organizza un convegno su Gaza. Il titolo dice già tutto: "L'umiliazione del diritto". Ospite, la solita Francesca Albanese. Dei giudici, che dovrebbero amministrare la giustizia in modo neutrale, che espongono in modo così plateale la loro ideologia, sono un'anomalia italiana.

Sono almeno tre i motivi per cui lascia perplessi la scelta di tenere - domani, al Palazzo di Giustizia di Milano - il convegno organizzato da Magistratura Democratica intitolato “Gaza - L’umiliazione del diritto”.

Il primo motivo di perplessità riguarda il titolo, con l’evidente taglio del convegno che esso preconizza e con il pregiudizio altrettanto evidente che lo ispira. Perché è ovvio che - negli intendimenti degli organizzatori - si tratterà del diritto umiliato non a Gaza, ma da Israele a Gaza.

Si fatica a immaginare, infatti, che saranno oggetto di riflessione le rivendicazioni dei capi terroristi di Gaza di usare i civili “come attrezzi”, o il reclutamento dei bambini soldato o - giammai! - le torture inflitte (a Gaza) agli ostaggi ebrei.

Il secondo motivo di perplessità riguarda la matrice organizzativa: che è giudiziaria.

Magistrati che coltivino quei convincimenti non solo privatamente (ciò che ovviamente è legittimo fin tanto che non contamina il giudizio da rendere in nome del popolo italiano), ma in pubblico, in un convegno così sfrontatamente orientato, che garanzia di affidabilità e terzietà possono dare?

Il terzo motivo di perplessità è sollevato da una questione, per così dire, di stampo logistico-simbolico. E non è meno importante.

Il tribunale è, o almeno dovrebbe essere, il tempio laico della legge uguale per tutti. Questo che va in scena domani non è un convegno scientifico e dottrinario: è un’occasione di indottrinamento. Perfettamente legittima ovunque: non lì.

Ci sarebbe un motivo supplementare di perplessità, ma riguarda profili diversi.

Invitare a parlare a quel convegno una signora - Francesca Albanese - che ha paragonato la classe dirigente israeliana a quella del Terzo Reich, e Gaza a Auschwitz, e che più volte si è abbandonata alla propalazione di notizie inveritiere a proposito del “genocidio” argomentando che la Corte Internazionale di Giustizia l’avrebbe ritenuto “plausibile”, e che ha pubblicamente istigato i titolari di esercizi commerciali a distinguere tra gli israeliani e gli ebrei che lottano “contro l’apartheid” e quelli che invece ne sarebbero complici, ecco, tutto questo non riesce ancora a essere illecito.

Ma suscita domande gravi su un atteggiamento degli organizzatori che definire noncurante è davvero poco.

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redazione@ilriformista.it

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