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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Il Riformista Rassegna Stampa
13.09.2025 Quel rabbino non deve parlare. Cancellato l’evento in libreria
Intervista di Aldo Torchiaro a Haim Fabrizio Cipriani

Testata: Il Riformista
Data: 13 settembre 2025
Pagina: 4
Autore: Haim Fabrizio Cipriani
Titolo: «Quel rabbino non deve parlare. Cancellato l’evento in libreria»

Riprendiamo dal RIFORMISTA, del 13/09/2025, a pagina 4, l'intervista di Aldo Torchiaro a Haim Fabrizio Cipriani dal titolo "Quel rabbino non deve parlare. Cancellato l’evento in libreria".

File:Aldo Torchiaro.png - Wikipedia
Aldo Torchiaro

Il rabbino Haim Fabrizio Cipriani

Haim Fabrizio Cipriani, genovese, classe 1971, è un rabbino progressista (Reform/Conservative). Maestro di cultura biblica e cultore della Torah, è il fondatore della comunità Etz Haim in Italia. Ha servito comunità ebraiche a Milano, Roma, Tolosa, Montpellier e Marsiglia. È anche un noto violinista, specializzato nel repertorio barocco; membro stabile di ensemble prestigiosi, ha suonato – tra i pochi al mondo – il famoso “Cannone” Guarneri del Gesù di Paganini.

Ma è intorno al suo ultimo libro che le corde vibrano con un suono sinistro. Ha scritto Alla vita! Feste, incontri e saggezza di un rabbino dei nostri tempi, pubblicato dalla casa editrice cattolica Edizioni San Paolo, nella collana Dimensioni dello Spirito. Un agile testo dedicato alle festività ebraiche, niente di eclatante. E nulla di politico.

Alcun riferimento all’attualità israeliana, per capirci. Poco importa: le autorità – la Polizia, a quanto pare – avrebbero sconsigliato l’editore dal presentarlo pubblicamente. Andando a verificare, sembra emergano vivaci polemiche sui social intorno all’appuntamento di presentazione del libro. E così il piccolo evento di dibattito che su quel testo avrebbe dovuto tenersi a Roma lunedì prossimo è saltato. Cancellato d’imperio dalle Edizioni San Paolo, che poi non hanno neanche più chiamato l’autore. Hanno archiviato la pratica, sembra senza troppo rammarico.

Rabbino, vogliono cancellare le sue presentazioni? Cosa è successo?
«Lunedì 15 settembre avrei dovuto presentare a Roma, presso la libreria Paoline di via della Conciliazione, il mio libro, in dialogo con il professor Vito Mancuso. La polizia ha effettuato un sopralluogo, non ha imposto alcun divieto ma ha “sconsigliato” l’evento. La casa editrice San Paolo ha deciso di annullarlo. È la vittoria degli estremisti».

Ma la polizia parla di rischi per la sicurezza. Le hanno attribuito posizioni estremiste?
«Hanno sostenuto che le mie opinioni sui social avrebbero potuto creare criticità. Chiunque può verificarle: sono lontane da ogni estremismo. Trovo sconfortante che chi ha il compito di proteggere i cittadini dichiari di non poterlo fare».

Chi avrebbe preso la decisione?
«L’editore, dopo aver ricevuto una nota dalla Questura. Credo dal Commissariato di zona, Roma-Borgo. Lo penso perché al telefono, quando mi hanno detto che era troppo pericoloso presentare questo libro, mi sembravano leggere un testo scritto da qualcuno».

Cosa significa per lei questo annullamento?
«Significa che chi minaccia e urla ha vinto. Che un’occasione di confronto pacato viene silenziata, mentre slogan violenti e antisemiti trovano sempre spazio nelle piazze e nelle strade. È un rovesciamento intollerabile».

Che clima sente attorno a sé?
«Un clima di paura. Un Paese in cui gli ebrei vengono regolarmente aggrediti e le voci moderate messe a tacere. Mentre chi diffonde odio e violenza gode di libertà di espressione e di protezione. È una deriva pericolosa, che mina la tenuta morale della società».

Sta parlando di antisemitismo strutturale?
«Sì. Non è più un episodio isolato, ma una tendenza che cresce. Se le istituzioni non proteggono le voci moderate, se il dialogo viene soffocato, allora ci resta solo una strada: continuare a parlare, insegnare, condividere. Non tacere».

Come risponde a chi vuole zittirla?
«Rilanciando. Con il mio minicorso La Torà parla anche di te. La Torà ammonisce: “La giustizia, la giustizia seguirai”. E il Talmud ricorda che il mondo si regge sulla giustizia, la verità e la pace. Se crollano questi pilastri, crolla la società intera».

E lunedì, nonostante tutto, sarà a Roma?
«Sì. Non posso cambiare i miei spostamenti. Se qualcuno vorrà offrire un luogo ospitale, sarò ben lieto di incontrare chi vorrà per un momento di studio e condivisione. Perché le voci moderate non devono ammainare la bandiera».

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redazione@ilriformista.it

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