Chi sta affamando davvero Gaza Video di Naftali Bennett a cura di Giorgio Pavoncello
Chi sta affamando Gaza? Gli aiuti alimentari da Israele alla popolazione della Striscia sono aumentati ormai del 40% rispetto al periodo pre-bellico. Eppure continuiamo a vedere scene di persone affamate che si accalcano per accaparrarsi il cibo. La realtà è che Hamas usa gli aiuti alimentari come strumento per assoggettare la popolazione. Un video dell'ex premier Naftali Bennett (tradotto con intelligenza artificiale) pieno di dati e prove, ve lo dimostra.
Antiebrei, ecco perché Trump ha revocato i visti Cronaca di Giovanni Longoni
Testata: Libero Data: 31 agosto 2025 Pagina: 6 Autore: Giovanni Longoni Titolo: «Lo show antiebrei di Abu Mazen & friends Ecco perché Trump ha revocato loro i visti»
Riprendiamo da LIBERO di oggi, 31/08/2025, a pag. 6, con il titolo "Lo show antiebrei di Abu Mazen & friends Ecco perché Trump ha revocato loro i visti", la cronaca di Giovanni Longoni.
Giovanni Longoni
Niente visto per la delegazione palestinese: Abu Mazen e i suoi 80 accompagnatori non parteciperanno all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, salvo contrordini. Il visto non è stato rilasciato per le numerose dichiarazioni e azioni antisemite di Abu Mazen e dei dirigenti dell'Autorità Palestinese, che tuttora fanno azione di fiancheggiamento del terrorismo, pagando le famiglie dei terroristi.
Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha negato venerdì i visti di ingresso alla delegazione palestinese (ben 80 persone) che avrebbe dovuto partecipare all’assemblea plenaria delle Nazioni Unite che si terrà dal 9 settembre a New York. Le motivazioni addotte sono state che l’Anp non fa abbastanza per distanziarsi dal terrorismo e fa troppo per ottenere ad ogni costo il riconoscimento internazionale, al di fuori del quadro degli accordi con Stati Uniti e Israele.
Vediamo un po’ più nel dettaglio a cosa si riferivano gli americani: il leader «laico e moderato» Abu Mazen - al secolo Mahmoud Abbas, presidente dell’Autorità Palestinese (Anp)- è stato ripetutamente accusato di antisemitismo. Non dovrebbe stupire: il suo predecessore, Yasser Arafat, capo dell’Olp da cui arrivano tutti i vertici dell’Anp, socialista (come lo erano i suoi contemporanei Gheddafi, Bourghiba e altri rais), non disdegnava il ricorso alla retorica antiebraica a sfondo religioso e razzista quando arringava le folle in arabo.
Ma il suo discepolo e successore, Abu Mazen, cicciottello e dall’aria innocua, è un intellettuale. Nel 1982 ha conseguito un dottorato all’Università Patrice Lumumba di Mosca, con la tesi “Connessioni fra Nazismo e i leader del Movimento Sionista 1933–1945”. Uno “studio” che ebbe l’onore della pubblicazione. Nel 1984 divenne un libro, “L’altro lato”, in cui aggiungeva il concetto che il numero di 6 milioni di vittime dell’Olocausto fosse sta to pompato.
In un discorso nel maggio 2018 al Consiglio Nazionale Palestinese, Abbas dichiarò che l’Olocausto non fu motivato dall’antisemitismo, bensì dal ruolo sociale degli ebrei legato a usura e attività bancarie. In quegli anni l’Occidente non si era ancora convertito al culto di Hamas e le reazioni furono durissime. Abbas si scusò, affermando di non aver voluto offendere nessuno, per carità, dichiarò di condannare ogni forma di antisemitismo e ribadì il suo rispetto per la fede ebraica e la condanna dell’Olocausto come un crimine odioso.
Era così convinto della rettifica che nel 2022, in conferenza stampa con il cancelliere tedesco Olaf Scholz, gli scappò una frase sui «50 olocausti» commessi da Israele contro i palestinesi. Prontamente, da fine politico e uomo di scienza, si scusò. Siamo ai nostri giorni: il 25 gennaio 2025, Abbas ha invitato Yasser Abu Bakr – membro delle Brigate al-Aqsa responsabile di un attentato che uccise anche un bambino di 9 mesi – per congratularsi a sua liberazione dalle carceri israeliane.
Nel frattempo, agosto 2023, aveva dichiarato che Hitler colpì gli ebrei non per motivi religiosi, ma per il loro «ruolo sociale» in quanto come prestatori di denaro. Ma come, non lo aveva smentito? Nessuno è perfetto: prendete per esempio Mohammad Mustafa Najm, ministro degli Affari Religiosi dell’Anp, che nel 2002 definì gli ebrei «scimmie e porci», incitando alla violenza con frasi come: «Siate coloro attraverso cui Allah infligge i peggiori tormenti agli ebrei». Il discorso fu trasmesso sulla televisione ufficiale dell’Anp. Più di recente Mona al-Khalili, ministra per le Pari Opportunità, ha organizzato una veglia il 17 ottobre 2023, richiamando al diritto di resistenza contro la «aggressione israeliana». Sì: dieci giorni dopo la scorreria di Hamas. Anche il consigliere religioso di Abu Mazen, Mahmoud al-Habbash, alterna giudizi severi su Hamas a frasi come «il 7 ottobre era perfettamente legittimo», o «Hamas è parte del popolo palestinese»; il rappresentante Anp in Iraq, Amad Rwaidy, ha detto alla tv irachena che i civili israeliani erano complici dell’«assedio» di Gaza. Anche Abbas Zaki, del Comitato Centrale di Fatah, ha espresso appoggio all’attacco del 7 ottobre, anche l’Anp ha poi preso le distanze. Infine c’è la questione dei pagamenti: nonostante i ripetuti proclami, Abbas proprio non riesce ad abolire il sistema di pensioni per le famiglie dei terroristi morti. Il jihad si fa anche con l'Inps.
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