Chi sta affamando davvero Gaza Video di Naftali Bennett a cura di Giorgio Pavoncello
Chi sta affamando Gaza? Gli aiuti alimentari da Israele alla popolazione della Striscia sono aumentati ormai del 40% rispetto al periodo pre-bellico. Eppure continuiamo a vedere scene di persone affamate che si accalcano per accaparrarsi il cibo. La realtà è che Hamas usa gli aiuti alimentari come strumento per assoggettare la popolazione. Un video dell'ex premier Naftali Bennett (tradotto con intelligenza artificiale) pieno di dati e prove, ve lo dimostra.
Vogliono eliminare lo Stato di Israele Cronaca di Antonio Castro
Testata: Libero Data: 31 agosto 2025 Pagina: 2 Autore: Antonio Castro Titolo: «Ma quale pace per Gaza. I pro-Pal in corteo vogliono eliminare lo Stato di Israele»
Riprendiamo da LIBERO di oggi, 31/08/2025, a pag. 2, con il titolo "Ma quale pace per Gaza. I pro-Pal in corteo vogliono eliminare lo Stato di Israele" la cronaca di Antonio Castro.
Anche alla manifestazione di Venezia, lo slogan più ripetuto è "Palestina libera. Dal fiume al mare". Che vuol dire solo una cosa: eliminare Israele. Del tutto.
Al Lido di Venezia dal tappeto rosso si passa alle bandiere palestinesi. Dalle stelle del cinema internazionale ai rivoluzionari di casa nostra ospiti coccolati dei centri sociali.
C’è pure un piccola delegazione in rappresentanza dell’Anpi Veneto. Ma la notizia è che il corteo pro Pal - organizzato dai centri sociali veneti - è partito pure in anticipo rispetto alle previsioni. Prefettura e questura hanno autorizzato la partenza della motonave S. Andrea in tempo perché gli 800 manifestanti imbarcati raggiungessero per tempo l’approdo. Gli organizzatori parlano di essere riusciti a coinvolgere «oltre 250 associazioni» schierate contro la guerra nella Striscia di Gaza.
O meglio: a giudicare dallo striscione di apertura del corteo (“Stop Genocide”) l’intento di arrivare alla cancellazione di Israele. Ma forse è più lieve gridare “Palestina libera dal fiume fino al mare”, sottintendendo così l’eliminazione di Israele dalla carta geografica.
I manifestanti hanno slogan e cartelli solo per la popolazione palestinese. Neanche un riferimento agli oltre 50 prigionieri in mano ad Hamas che da quasi 2 anni vengono trattenuti a Gaza. I miliziani di Hamas trattengono una ventina di persone da circa 2 anni. Ma questi “dettagli” a chi protesta con la kefiah a modi scialle interessa poco. Qualche migliaio di manifestanti. Tante telecamere e microfoni (giornalisti, fotoreporter e cameramen dirottati dagli ultimi sgoccioli della kermesse dell’82esimo festival del Cinema). Una motitudine ci carabinieri, le camionette della Celere con gli uomini della Ps in assetto antisommossa blindano davanti e dietro il corteo. Va bene manifestare, garantire il diritto alla protesta, finanche assicurare la ribalta mediatica offerta dal festival internazionale, ma senza scarrocciare verso proteste o scontri.
Sono giorni che il Comitato per l’ordine e la sicurezza lavora per evitare, prevenire e sminare qualsiasi ipotesi di trascendere. L’impegno delle forze dell’ordine è di non far entrare in “contatto” invitati e ospiti della manifestazione cinematografica veneziana con i compagni dei centri sociali.
Un camioncino che ha visto tempi migliori- con casse montarbo e gruppi elettrogeni - diffonde la colonna sonora degli slogan. Ripetono come un mantra: “Palestina Libera, Palestina Libera”. L’intercalare più audace è “Dal fiume fino al mare”. Poi riprende la solfa: “Palestina Libera” e via sfilare tra i curiosi, i pochi residenti che ciondolano, le signore curiose che sperano di intercettare George Clooney e invece vanno a sbattere contro attempati contestatori, tanti ragazzetti da centri sociali e qualche pensionato che vorrebbe solo rientrare a casa.
La declinazione degli slogan cambia avvicinandosi al palazzo del cinema: “Venezia lo sa dove stare. Palestina Libera dal fiume fino al mare” diventa la litania in rima quando si alternano al microfono per incitare la gente giunta nell’isolotto.
Per gli organizzatori dai 2mila partecipanti delle 16.30 si arriva, alle 17.47 al raddoppio: «Siamo più di 5mila». E dai con la sfilata. Gli animatori del centro sociale che si passano il microfono sono quasi afoni a furia di gridare “free, free Palestine”. Poi alle 18.30 esplode la gioia e l’entusiasmo: «Siamo 10mila», grida la portavoce del comitato Venice4Palestine, Martina Vergnano, alla guida del corteo Pro Pal.
Alle 19 il clima si surriscalda.
Al grido di “Italia fascista, Stato terrorista”, partono nuove sollecitazioni. Sempre in rima: “I Popoli in rivolta scrivono la storia”, scandiscono. Qualcuno ha portato i fumogeni. La celere si schiera. Schermi di contenimento alzati, caschi indossati. Spalla a spalla il cordone blocca chi vorrebbe “bucare” la cintura verso la passerella rossa della mostra.
E così non resta che sbandierare al grido di “Bella Ciao” con i partigiani “morti per la libertà” che tornano buoni anche per questa occasione. In mezzo ai viali ci sono un po’ tutti gli esponenti della sinistra di lotta. Spunta perfino Niki Vendola. «È giusto e sacrosanto», scandisce l’esponente di Avs parlando con i cronisti mentre sfila con i pro Pal. Con l’ex segretario di Rifondazione c’è Luciana Castellina e la capogruppo Luana Zanella. Vendola parla di «scempio a Gaza», di uno «Stato terrorista, un governo fascista» che sta portando avanti «una carneficina». Non parla ma c’è sfila la conduttrice di Venezia 2025, Emanuela Fanelli. E pure l’attore Michele Riondino, l’attrice Valentina Bellè, il fumettista Zerocalcare e la regista Carolina Cavalli.
Alle 19.30 partono i richiami: «Andiamo, andiamo». La motonave Sant’Andrea, noleggiata con una colletta, deve ripartire. Un gruppo di manifestanti, prova ad aggirare il cordone per raggiungere il red carpet.
Carabinieri, polizia e Guarda di Finanza bloccano il tentativo. Non resta che arrendersi e fare rotta verso le calli dopo tanto vociare al Lido. È l’ora di rientrare.
Domani da Genova partono le prime imbarcazioni della Flottilla per Gaza. In acque siciliane si compatteranno con gli altri natanti. Altro giro, altra protesta. A favore di telecamera, ovviamente.
Per inviare a Libero la propria opinione, telefonare: 02/99966200, oppure cliccare sulla e-mail sottostante