Chi sta affamando davvero Gaza Video di Naftali Bennett a cura di Giorgio Pavoncello
Chi sta affamando Gaza? Gli aiuti alimentari da Israele alla popolazione della Striscia sono aumentati ormai del 40% rispetto al periodo pre-bellico. Eppure continuiamo a vedere scene di persone affamate che si accalcano per accaparrarsi il cibo. La realtà è che Hamas usa gli aiuti alimentari come strumento per assoggettare la popolazione. Un video dell'ex premier Naftali Bennett (tradotto con intelligenza artificiale) pieno di dati e prove, ve lo dimostra.
Venezia: Ciak, dirige Hamas Commento di Daniele Capezzone
Testata: Libero Data: 31 agosto 2025 Pagina: 1/3 Autore: Daniele Capezzone Titolo: «Attori, gruppettari e presunti vip: sfilano le comparse per Hamas»
Riprendiamo da LIBERO di oggi 31/08/2025, a pag. 1/3, con il titolo "Attori, gruppettari e presunti vip: sfilano le comparse per Hamas", il commento di Daniele Capezzone.
Daniele Capezzone
Mostra del Cinema di Venezia trasformata in una manifestazione pro-Pal, con attori e sinistra da salotto in prima linea a urlare contro Israele
Smandrappati a Venezia e gondolieri per Hamas: e potremmo tranquillamente aprirla e chiuderla così. Con un’ignoranza e un’inconsapevolezza da togliere il respiro. Prendi questa scenetta: uno dei leaderini della giornata è l’ululante Tommaso Cacciari (professione nipote, nel tempo libero attivista da centro sociale). Il capetto allontana un manifestante che porta un cartello orrendo (“liberiamoci dalla tirannia ebraica”), ma non fa un plissé davanti allo striscione ben più orrendo che vuole proprio eliminare Israele (“dal fiume al mare”). Niente da fare: nemmeno si rendono conto della gravità di quello che dicono e scrivono.
È stata una scena da b-movie: attori scarsi, figuranti raccattati tra i soliti gruppettari di sinistra, tanto odio, e altrettanta smania di presentarsi come quelli “buoni e giusti”. Gli inglesi usano un’espressione sgradevole ma azzeccatissima: virtue-signalling, letteralmente “segnalazione di virtù”, per indicare un’attitudine farisaica a esibire posizioni generalmente accettate, per cercare l’applauso facile, il consenso a buon mercato, il like a costo zero.
Ma poi, tolto il velo di cipria (e di ipocrisia), cosa resta? Una supersintesi orrenda come sostanza politica della chiassata: tutto tranne Israele, tutti tranne che gli ebrei, dialogo sì ma più che altro con Hamas.
È questo ciò che si ricava, a colpo d’occhio e d’orecchio, avendo seguito la scenata veneziana di ieri promossa dal solito caravanserraglio di sigle: centri sociali del Nord Est, Anpi, Venice for Palestine, e una miriade di altri gruppice lo si perdoni ma esce proprio dal cuore - irrilevanti e intercambiabili.
Così come appare allo stesso modo irrilevante e intercambiabile l’elenchino dei vip (veri, presunti, aspiranti, in prova o invece stagionatissimi) che si sono uniti alla carnevalata. Siamo sempre lì, dentro la nuvoletta di tristezza che avvolge i vari Michele Riondino (con bandierina palestinese sullo smartphone, e siamo praticamente all’assemblea del liceo okkupato), Tecla Insolia, Roberto Zibetti, Donatella Finocchiaro, più l’inevitabile Zerocalcare in omaggio, e (riferiscono le agenzie) un cameo di Ottavia Piccolo.
Questa la fauna, accanto agli sbarcati dalla nave da Marghera. Il resto lo immaginate: bandieroni palestinesi (e bandierine su barchette di carta), pugni chiusi, più kefiah per tutti. E, sullo striscione, il già citato slogan “dal fiume al mare”, cioè l’auspicio della cancellazione di Israele.
E infatti cosa conta, alla fine della fiera? Conta (poveracci, speriamo almeno che ne siano stati tutti pienamente inconsapevoli: ipotesi da non escludere affatto) che si siano coralmente offerti come piccola massa di figuranti e comparse funzionali alla propaganda anti-Israele e pro Hamas.
Presupponiamo l’ipotesi della buona fede. Ma, anche a essere un po’ tonti, come si fa a non capire che pure questa carnevalata contribuisce alla narrazione del gruppo terrorista? Di più: allontana il momento in cui Hamas si deciderà a rilasciare gli ostaggi, a deporre le armi, ad accettare di farsi da parte.
A proposito, chi avanza queste ragionevoli richieste? Lo fa - a onor del vero, da settimane - nientemeno che la Lega Araba, mica un covo di atlantisti pro Occidente. Eppure, e questo vale per le cancellerie europee tanto quanto per le figurine e i figuranti di Venezia, dalle nostre parti non si trova più di un pugno di coraggiosi disposti ad adottare questa piattaforma di buon senso. Ci sarebbe quasi da riderci amaramente sopra: la Lega Araba indica al mondo il gruppo terrorista islamista come la causa del conflitto, mentre i nostri resistenti- con cinematografari al seguito- fanno la loro gitarella a Venezia nella parte di utili idioti pro Hamas.
Dopo di che, parliamoci chiaro, la manifestazione era già stata ampiamente depotenziata dal grande autogol dell’appello anti-Israele con tanto di firme farlocche, raccattate a rate, e con un testo che variava di chat in chat, fino a includere, nell’ultima stesura, un’indecente listarella di proscrizione contro Gal Gadot e Gerard Butler. Al punto che, come Libero vi ha raccontato ieri, diversi volpini e volponi, temendo di farsi più male che bene, si sono esibiti in una mezza retromarcia. Ma la figuraccia generale rimane incancellabile. The end, e a seguire titoli di coda.
Ps: Ovviamente ieri sera, a fine corteo, gli smandrappati semplici sono andati a casa, mentre gli smandrappati-vip sono tornati sul red carpet. Smoking e abiti lunghi. Ciak si odia, ma restando chic, mi raccomando.
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