Chi sta affamando davvero Gaza Video di Naftali Bennett a cura di Giorgio Pavoncello
Chi sta affamando Gaza? Gli aiuti alimentari da Israele alla popolazione della Striscia sono aumentati ormai del 40% rispetto al periodo pre-bellico. Eppure continuiamo a vedere scene di persone affamate che si accalcano per accaparrarsi il cibo. La realtà è che Hamas usa gli aiuti alimentari come strumento per assoggettare la popolazione. Un video dell'ex premier Naftali Bennett (tradotto con intelligenza artificiale) pieno di dati e prove, ve lo dimostra.
Testata: Informazione Corretta Data: 31 agosto 2025 Pagina: 1 Autore: Antonio Donno Titolo: «Forza Israele!»
Forza Israele! Analisi di Antonio Donno
Israele si prepara all’assalto finale a Gaza City per eliminare definitivamente Hamas, dopo aver già neutralizzato Hezbollah. Molti civili fuggono, ma i terroristi tentano di confondersi tra loro
Sta per andare in scena l’ultimo atto: la penetrazione delle forze israeliane in Gaza City. L’obiettivo è l’eliminazione totale di Hamas. Un grande numero di gazawi esce dalla città per ripararsi nelle campagne. Tra quella gente molti saranno i terroristi che vorranno salvare la loro pelle mescolandosi tra la popolazione in fuga. Un buon numero di terroristi potrà sopravvivere e nel tempo ricostituire il gruppo terroristico. Ma per Israele è il momento decisivo di chiudere la partita con Hamas, proprio come ha fatto con Hezbollah. Sarebbe una liberazione per tutto il Medio Oriente, non solo per Israele. Molti paesi arabi attendono con interesse la fine di un incubo che ha coinvolto l’intera regione per molti decenni.
In questo modo, la terribile vicenda iniziata con l’eccidio di israeliani il 7 ottobre 2023 potrà dirsi conclusa. Dopo quell’orrenda data, Israele ha dato vita ad una reazione militare di grande portata, con risultati finora molto importanti. Netanyahu e il suo governo hanno risposto con grande coraggio all’oltraggio del 7 ottobre, ottenendo dei risultati sul campo di grande peso politico e militare. Israele ha intrapreso una guerra nel senso pieno del termine, eliminando in primo luogo Hezbollah sia sui confini meridionali del Libano, sia nella stessa Beirut, una città ormai da tempo nelle mani dei terroristi. Contro Hamas l’azione, come si sa, è in corso, perché i terroristi del gruppo, benché ridotti al lumicino, si sono asserragliati all’interno di Gaza, tra l’inerme popolazione civile. La morte dei civili gazawi non ha alcuna importanza per Hamas, perché il fine ultimo del terrorismo anti-israeliano è la distruzione di Israele, quale che sia il costo delle vite umane arabe da pagare. Ogni palestinese morto nel sacro compito di annientare gli ebrei e il loro Stato è sangue versato per un fine di immenso valore religioso e di liberazione dalla presenza sacrilega degli ebrei in terra dell’Islam. Così diceva il capo di Hamas, Yahya Sinwar, prima di essere felicemente liquidato dall’esercito israeliano.
L’aspetto assai complesso della cancellazione di Hamas è l’inevitabile sacrificio di molti gazawi, che non vorranno o non riusciranno ad uscire per tempo da Gaza City. Su questo problema c’è da attendersi una condanna da parte di un settore dell’opinione pubblica internazionale, sempre pronto ad incolpare Israele per ogni evento tragico nel Medio Oriente e, nello stesso tempo, a fare dei morti palestinesi un salvacondotto continuo per il terrorismo di Hamas. La gente di Gaza sa da diversi giorni che i soldati israeliani stanno per entrare nella città di Gaza, ultimo rifugio di Hamas, in particolare nei sotterranei, che sono divenuti negli anni una vera e propria seconda Gaza City.
La morte di molti gazawi è l’ultima carta dei terroristi di Hamas. Essi sperano che il riflesso di quegli eventi sull’opinione pubblica potrebbe portare a qualche esito che li possa portare fuori dal pericolo della cancellazione totale dalla faccia del Medio Oriente, con grande soddisfazione dei paesi che vivono in quella regione, soprattutto dopo il crollo del regime sanguinario di Assad, che oggi vive a Mosca insieme con altri dittatori defenestrati. Un luogo sicuro e assai ospitale per dittatori e famiglie, tutti ben forniti di denaro rubato ai propri popoli ed ora comodamente sistemati in ambienti di lusso.
In definitiva, per chiudere la guerra contro il terrorismo, Israele deve – deve – invadere Gaza City, quale che sia il costo di vite umane gazawe. La popolazione ha la possibilità di uscire per tempo da quello che sarà l’inferno di Gaza City. La nostra angoscia è per i soldati israeliani che saranno impiegati in questo terribile scenario. Il nostro pianto sarà per i militari israeliani che periranno e per le loro famiglie. Che Adonai protegga Israele! Sempre.