Chi sta affamando davvero Gaza Video di Naftali Bennett a cura di Giorgio Pavoncello
Chi sta affamando Gaza? Gli aiuti alimentari da Israele alla popolazione della Striscia sono aumentati ormai del 40% rispetto al periodo pre-bellico. Eppure continuiamo a vedere scene di persone affamate che si accalcano per accaparrarsi il cibo. La realtà è che Hamas usa gli aiuti alimentari come strumento per assoggettare la popolazione. Un video dell'ex premier Naftali Bennett (tradotto con intelligenza artificiale) pieno di dati e prove, ve lo dimostra.
Cari amici avvocati, dove siete? Io ne conosco pochi Commento di Deborah Fait
Testata: Informazione Corretta Data: 31 agosto 2025 Pagina: 1 Autore: Deborah Fait Titolo: «Cari amici avvocati, dove siete? Io ne conosco pochi»
Cari amici avvocati, dove siete? Io ne conosco pochi Commento di Deborah Fait
C'è un antisemitismo sempre più esplicito e nessuno lo vuole fermare. A nessun altro popolo tocca di veder esclusi i propri attori dal Festival di Venezia. Agli ebrei sì: Gal Gadot è stata esclusa perché ebrea israeliana e non per le sue idee politiche. Un professore invita a bannare gli ebrei sui social e Facebook blocca i profili solo degli ebrei pro-Israele. E la Chiesa, con Pizzaballa, contribuisce a costruire la narrazione antisionista. Chi può reagire? Dove sono gli avvocati?
Cosa sarebbe accaduto se dal Festival del cinema di Venezia avessero scritto a degli artisti musulmani di non parteciparvi? Ve lo dico io cosa sarebbe accaduto. “Razzisti, fascisti, free Palestine” e manifestazioni oceaniche. Questo avrebbero fatto le anime belle, quelle che dicono di essere dalla parte giusta della storia. Invece le lettere che avvisavano due artisti sionisti di non essere graditi al Festival sono state inviate a Gal Gadot, ebrea e sionista orgogliosa di esserlo e a Gerard Butler che si era espresso in favore di Israele, non hanno provocato la minima indignazione! Anzi! A Venezia ci sono state manifestazioni propal e 1500 artisti hanno firmato la lettera contro i partecipanti ebrei. Oggi, sabato, mentre scrivo, ci sarà una protesta organizzata dal collettivo Venice4Palestine. “Hanno aderito centinaia di attori, registi, addetti ai lavori del cinema che hanno firmato un appello per chiedere alla Biennale, l’ente che organizza il festival, «di prendere una posizione netta» contro «un genocidio compiuto in diretta dallo Stato di Israele in Palestina». Un primo appello di Venice4Palestine aveva ricevuto una risposta conciliante da parte dell’organizzazione della Mostra, e il tentativo di portare la causa palestinese dentro al festival era stato ampiamente condiviso da attori e registi. Il collettivo ha poi chiesto di vietare la partecipazione agli attori Gal Gadot e Gerard Butler, accusati di essere vicini al governo israeliano, cosa che ha attirato critiche anche da alcuni famosi esponenti del cinema italiano. L’organizzazione della Mostra ha respinto la richiesta (notizia da Ass. Italia Israele di Ventimiglia). Tutto era annunciato, dunque, si sapeva tutto in precedenza. Allora perché nessuno si è organizzato per rispondere a tutto questo schifo? Perché nessuno è andato a fare dei picchetti con le bandiere di Israele? Perché lasciare la piazza a questi quattro ciarlatani? Scrivere sui social ha la sua importanza ma è perfettamente inutile per combattere la propaganda attiva del nemico. I propal sono organizzatissimi, usano i social per chiamare la gente a raccolta, hanno migliaia di bandiere palestinesi da sventolare, hanno cartelli di diffamazione pronti da prima che incominciasse la guerra. Sono perfetti nel loro schifo di odio e quando sono chiamati a manifestare rispondono in migliaia non quattro gatti come noi, se e quando ci svegliamo. Gli ebrei sono esclusi ormai da tutto, dalle competizioni sportive, culturali, sono sempre più numerosi i paesi che vogliono riconoscere la Palestina e metterla al posto di Israele. Ormai la copia delle leggi razziste del 1938 è stata riscritta nel 2023 e oggi siamo al suo apice, oggi è pericoloso parlare ebraico per la strada. Oggi essere ebrei e dichiararsi tali è pericoloso. Del resto Ahed Tamimi lo ha detto chiaro e tondo. Ve la ricordate? Era una bambina bionda, arabo-bosniaca, educata nell’odio dal clan Tamimi, che già aggrediva a calci e sputava addosso ai nostri soldati. Poi è diventata un’adolescente terrorista, ha passato qualche mese nelle prigioni israeliane e adesso è una donna le cui idee sono queste: ”Noi combattiamo tutti gli ebrei, non solo i sionisti! La mia definizione di Giudaismo è la stessa di sionismo. Non c’è differenza tra i due”
Tutti i notiziari del mondo ci hanno messi alla gogna per la morte dei “giornalisti”nell’ Ospedale Nasser e poi si è saputo che erano tutti affiliati a Hamas, quindi terroristi perché a Gaza non puoi lavorare se non sei uno di loro. Non esiste un giornalismo indipendente, solo gli operativi di Hamas possono dare le notizie che poi avvelenano il mondo manipolando il giornalismo occidentale. Uno dei sei, Mohammed Salama aveva addirittura partecipato ai massacri del 7 Ottobre.
Le manifestazioni d’odio sono ormai migliaia, milioni se guardiamo a tutto l’occidente. In Sicilia un docente, Luca Nivarra, ha scritto chiedendo a Faceebook di eliminare tutti gli ebrei dal social “I fatti dimostrano che non ci sono israeliani buoni. La società israeliana è moralmente fradicia fin dentro le budella; Israele andrebbe bandita dalla comunità internazionale... NON CI SONO ISRAELIANI BUONI: sono stati allevati nell'odio e nel disprezzo di coloro a cui hanno usurpato la terra. E anche la diaspora, salvo alcune eccezioni, si è allineata. L'unica cosa che possiamo impegnarci a fare è non dimenticare, interrompere ogni relazione di qualsiasi tipo, nei limiti delle nostre possibilità tenerli ai margini del mondo e non lasciare che il tempo corroda la memoria di una barbarie indicibile”.
Facebook sta accontentando il docente perché sempre più ebrei e amici di Israele vengono bloccati se non eliminati per sempre, come la sottoscritta e altri. Che fare contro un simile odio? Come combattere le menzogne?
Andando in piazza anche noi, smettendola di fare le persone educate e andare a manifestare. Loro sventolano cartelli fake con foto false di bambini morti per fame? E noi allestiamo un maxi schermo nelle stesse piazze con le immagini dei veri scheletri umani, i nostri ostaggi da due anni segregati nei tunnel di Gaza. Evyatar David che si deve scavare la fossa dove sarà sepolto una volta morto. Le sue foto, rilasciate da Hamas per girare il coltello nello stomaco di Israele, sono state riportate solo da alcuni giornali per un giorno, non hanno commosso e indignato nessuno e tutto è finito lì.
La Chiesa in Israele sta facendo grandi danni, ha sposato totalmente la propaganda palestinista di Hamas e i cattolici ne sono influenzati. È normale, non potrebbero mai credere a una Chiesa bugiarda! Potrebbero non credere a un Cardinale Pizzaballa che indossa orgoglioso la kefiah, simbolo di morte? Ringraziamo gli dei che non è stato fatto Papa, scampato pericolo. Pizzaballa avrebbe completato l’opera diabolica del suo predecessore contro Israele.
Tutto sta andando alla deriva e se non ci rendiamo conto che gli ebrei sono in grande pericolo e ci limitiamo a parlare tra noi e a indignarci sui social non otterremo niente. A Venezia avevamo una grande occasione prevenendo le loro manifestazioni propal e svergognando il Festival e gli artisti firmatari delle leggi razziste. Non abbiamo fatto niente! Che peccato