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Chi sta affamando davvero Gaza 06/06/2025

Chi sta affamando davvero Gaza
Video di Naftali Bennett a cura di Giorgio Pavoncello

Chi sta affamando Gaza? Gli aiuti alimentari da Israele alla popolazione della Striscia sono aumentati ormai del 40% rispetto al periodo pre-bellico. Eppure continuiamo a vedere scene di persone affamate che si accalcano per accaparrarsi il cibo. La realtà è che Hamas usa gli aiuti alimentari come strumento per assoggettare la popolazione. Un video dell'ex premier Naftali Bennett (tradotto con intelligenza artificiale) pieno di dati e prove, ve lo dimostra.



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Il Giornale Rassegna Stampa
30.08.2025 Missili, 007 e diplomazia, i sette fronti di Israele nella lotta per l’esistenza
Commento di Fiamma Nirenstein

Testata: Il Giornale
Data: 30 agosto 2025
Pagina: 5
Autore: Fiamma Nirenstein
Titolo: «Missili, 007 e diplomazia, i sette fronti di Israele nella lotta per l’esistenza»

Riprendiamo da IL GIORNALE di oggi 30/08/2025 a pag. 5 il commento di Fiamma Nirenstein dal titolo: "Missili, 007 e diplomazia, i sette fronti di Israele nella lotta per l’esistenza".


Fiamma Nirenstein

Si riaccende anche il conflitto con gli Houthi nello Yemen. Israele usa al meglio la sua intelligence per riuscire a individuare e decapitare i capi del movimento terrorista sciita. Sono circa 500 i missili lanciati finora dallo Yemen contro Israele, nonostante la lontananza del paese. La risposta dell'IDF è lenta, ma quando arriva è molto accurata.

La guerra di sopravvivenza su sette fronti e più richiede acrobazie a un Paese piccolo come una regione d’Italia: una ginnastica militare, diplomatica, dei servizi segreti, che ha dell’incredibile. Il fronte yemenita è stato nelle ultime ore il più drammatico, anche se non mancano fuochi d’artificio anche con la Turchia, da cui Erdogan annuncia la rottura dei rapporti economici dopo che Netanyahu ha riconosciuto il genocidio armeno; con la Siria, si combatte sia sul fronte militare dell’ avvistamento indispensabile sul Golan, che sul terreno diplomatico del prossimo probabile accordo con al-Jolani;  in Libano, dove il governo cerca finalmente di sequestrare le armi degli hezbollah e di andare verso la pace con Gerusalemme. A Gaza, Israele ha recuperato il corpo di Ilan Weiss, un padre eroico combattente rapito e ucciso il 7 ottobre: l’operazione di recupero è stata non meno che commovente e incredibile. Questo aggettivo si può usare per l’attacco aereo che ha colpito in due luoghi diversi, sembra, il primo ministro dei Houty Ahmed al Rahawi e un incontro di capi militari incluso il ministro della difesa Mohamed al Atifi, jihadista responsabile dei rapporti con l’Iran, e il capo di Stato maggiore Abd al Karim al Ghamari . È stata un’azione di intelligence a duemila chilometri di distanza che ha portato l’esercito a chiudere i conti, per lo meno momentaneamente, con la leadership militare della milizia yemenita jihadista shiita che agli ordini degli Ayatollah conduce la sua guerra a fianco di Hamas.

A prima vista è difficile capire perché Israele non abbia agito più tempestivamente dal momento che gli attacchi che sono stati portati a Israele con missili spesso intercettati, a volte esplosi, talora invece arrivati al bersaglio sono circa 500, e molti letali nelle intenzioni. Immaginiamo un Paese europeo obiettivo di 500 missili, sparati mentre piovono anche migliaia di altri missili (palestinesi, iraniani) sulle case, le scuole, gli ospedali, provenienti da un Paese che non ha niente a che fare con la tua storia. La lunga attesa prima della risposta diretta, la si legge guardando alla tv i discorsi fanatici di Abdul Maliki al Houty da Saana, le promesse di distruzione che lasciano intravedere sangue e miseria nel suo Paese. I Houty, insomma, sono apparsi un gruppo di pazzi jihadisti, sparsi per villaggi, caverne, deserti, sempre in fuga dal governo sunnita. Invece sono pericolosi per il traffico marittimo, per Israele, per l’Occidente, e portano terrore al Medio Oriente sunnita tutto. Israele si è risvegliato alla necessità di capirne a fondo la natura solo quando nel giugno 2024 un israeliano è stato ucciso. Da allora si è tentato di bloccarne i rifornimenti, distrutta l’elettricità, anche Trump di è illuso di averli fermati, ma la forza jihadista va fino in fondo verso l’obiettivo metafisico dell’eliminazione di chi si oppone alla conquista dell’Islam.

 L’Iran, battuto negli attacchi aerei e nella situazione internazionale che la vede adesso intrappolata nello snapback europeo, li ha usati come pallottole di riserva. Gli Houty sono abili: dopo vari deboli attacchi hanno ristabilito l’elettricità, trovato nuovi nascondigli, e sparato nuovi missili. La povertà della struttura, l’appartenenza a un mondo premoderno sparso e nascosto però alla fine non li ha salvati. Israele, costretta di continuo a correre nei rifugi, ha impiegato l’infiltrazione per scoprire, proprio come era successo con Nasrallah, che l’attacco era giovedì o mai più. È stato il 16esimo attacco a Sana per fermare gli attacchi a Israele e alle navi di tutto il mondo che cominciarono il 23 novembre 2023, gia’ un mese dopo il massacro di Hamas. Un passo verso un Medio Oriente in pace.

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