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Anna Bikont - Il crimine e il silenzio. Jedwabne 1941. Un massacro in cerca di veritÓ - 24/10/2019 -


źC'Ŕ molta lentezza in Il crimine e il silenzio , la magistrale indagine di Anna Bikont dedicata a un massacro di ebrei avvenuto nel luglio 1941 nella cittadina di Jedwabne, nel nord est della Polonia. La lentezza Ŕ in parte dell'autore: sono i passi inevitabilmente lenti verso una veritÓ quanto pi˙ possibile inconfutabile a tanta distanza dall'evento; in parte Ŕ legata alla stessa lettura: il testo Ŕ denso di nomi – alcuni apparentemente simili ma legati a individui dai destini diametralmente opposti –, luoghi e dettagli da ricordare, e archi temporali che si sovrappongono. Ma c'Ŕ anche una lentezza imposta dall'orrore del tema trattato… Chi si avvicina al libro partendo da una distanza storica e geografica sarÓ obbligato a procedere lentamente. Non si tratta solo di assorbire gli accessi individuali di selvaggia crudeltÓ. ╚ una questione pi˙ ampia, che riguarda la nostra capacitÓ di assimilare in tutta la loro portata le disumanitÓ perpetrate dall'uomo sull'uomo e di riflettere sulle loro cause╗ Il 10 luglio 1941, a Jedwabne, un paese di circa tremila abitanti nel nord est della Polonia, una folla di cattolici uccise la maggior parte dei loro vicini di casa ebrei. Il numero delle vittime varia a seconda delle stime: da trecentoquaranta a milleseicento. Qualunque sia la cifra corretta, pochissimi ebrei sopravvissero. Utilizzando asce, bastoni e coltelli, la folla assassin˛ in piazza circa quaranta uomini. I restanti ebrei – uomini, donne e bambini, molti dei quali neonati – furono ammassati in un fienile nella periferia della cittÓ. Poi, mentre la folla osservava con scherno le future vittime, vennero sbarrate le porte e l'edificio fu dato alle fiamme. Morirono tutti. Le case degli ebrei furono saccheggiate. La giornalista polacca Anna Bikont ha ricostruito nei dettagli questo crimine, dando al tempo stesso conto del tentativo da parte delle famiglie dei discendenti degli assassini, dei politici di destra, degli storici, dei giornalisti e dei sacerdoti cattolici di nascondere nei decenni l'accaduto, deviando la colpa sui nazisti o perfino sulle stesse vittime. Un crimine doppiamente efferato ricostruito attraverso le voci dei protagonisti.
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