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Anna Bikont - Il crimine e il silenzio. Jedwabne 1941. Un massacro in cerca di verità - 10/10/2019 -


«C'è molta lentezza in Il crimine e il silenzio , la magistrale indagine di Anna Bikont dedicata a un massacro di ebrei avvenuto nel luglio 1941 nella cittadina di Jedwabne, nel nord est della Polonia. La lentezza è in parte dell'autore: sono i passi inevitabilmente lenti verso una verità quanto piú possibile inconfutabile a tanta distanza dall'evento; in parte è legata alla stessa lettura: il testo è denso di nomi – alcuni apparentemente simili ma legati a individui dai destini diametralmente opposti –, luoghi e dettagli da ricordare, e archi temporali che si sovrappongono. Ma c'è anche una lentezza imposta dall'orrore del tema trattato… Chi si avvicina al libro partendo da una distanza storica e geografica sarà obbligato a procedere lentamente. Non si tratta solo di assorbire gli accessi individuali di selvaggia crudeltà. È una questione piú ampia, che riguarda la nostra capacità di assimilare in tutta la loro portata le disumanità perpetrate dall'uomo sull'uomo e di riflettere sulle loro cause» Il 10 luglio 1941, a Jedwabne, un paese di circa tremila abitanti nel nord est della Polonia, una folla di cattolici uccise la maggior parte dei loro vicini di casa ebrei. Il numero delle vittime varia a seconda delle stime: da trecentoquaranta a milleseicento. Qualunque sia la cifra corretta, pochissimi ebrei sopravvissero. Utilizzando asce, bastoni e coltelli, la folla assassinò in piazza circa quaranta uomini. I restanti ebrei – uomini, donne e bambini, molti dei quali neonati – furono ammassati in un fienile nella periferia della città. Poi, mentre la folla osservava con scherno le future vittime, vennero sbarrate le porte e l'edificio fu dato alle fiamme. Morirono tutti. Le case degli ebrei furono saccheggiate. La giornalista polacca Anna Bikont ha ricostruito nei dettagli questo crimine, dando al tempo stesso conto del tentativo da parte delle famiglie dei discendenti degli assassini, dei politici di destra, degli storici, dei giornalisti e dei sacerdoti cattolici di nascondere nei decenni l'accaduto, deviando la colpa sui nazisti o perfino sulle stesse vittime. Un crimine doppiamente efferato ricostruito attraverso le voci dei protagonisti.
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Ci scrive l'inventore della carta stampata.. 28/07/2014 -
Il cinema israeliano contemporaneo 04/01/2010 -

Il cinema israeliano contemporaneo
a cura di Maurizio G. De Bonis, Ariel Schweitzer, Giovanni Spagnoletti
Marsilio

Ormai da circa dieci anni, il cinema israeliano è ospite fisso delle maggiori manifestazioni cinematografiche internazionali e riscuote sempre maggiore interesse anche in ambito critico.
Questo studio approfondito su una cinematografia “nuova ed emergente”, è il primo volume pubblicato sull’argomento nel nostro paese e analizza il fenomeno di una cinematografia che, pur avendo a disposizione modeste risorse economiche, è stata in grado in poco tempo di dar vita a un significativo cinema d’autore dalle caratteristiche critico-innovative. Il tutto evidenziando le tematiche che attraversano la società israeliana: dal problema del conflitto con il mondo arabo-palestinese alla condizione della donna, dai rapporti tra religione e laicità dello Stato ai temi della violenza e della guerra. Si tratta, dunque, di un testo importante per gli studiosi ma anche per quel pubblico curioso che non vuol fermarsi alle apparenze e alle notizie superficiali ma che intende invece affrontare tematiche altrimenti sconosciute.

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