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Deborah Fait
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Hamas: voglio il sangue dei bambini, delle donne e dei vecchi 30/10/2023
Hamas: voglio il sangue dei bambini, delle donne e dei vecchi
Diario di guerra di Deborah Fait

Contro Mastro Ciliegia

Ismail Haniyeh, leader di Hamas: «Abbiamo bisogno del sangue di donne, bambini e anziani palestinesi per la nostra lotta». Haniyeh, capo dell’ufficio politico di Hamas, vive come un pascià a Doha in Qatar e da lì invita Hamas a far sì che muoiano più civili palestinesi possibile per creare sempre più odio e violenza contro Israele. Le sue parole, orrende e ciniche, mi ricordano quelle pronunciate da Yasser Arafat, il terrorista più amato dalla sinistra italiana, quello che Bettino Craxi aveva paragonato a Giuseppe Mazzini. Arafat, dopo essere fuggito nottetempo dal vertice di Camp David (nel 2000) dove non voleva accettare le generosissime offerte di Israele, era arrivato a Gaza e dal palco si era messo a urlare “Voglio un milione di morti per arrivare a Gerusalemme”. Incominciò così la seconda intifada che insanguinò le strade di Israele. Come si può notare l’idea della morte è sempre presente nell’animo di qualsiasi musulmano, la morte in cambio della vita degli ebrei. Le parole di Haniyeh sono state trasmesse sui social arabi e occidentali per alimentare l’odio verso Israele e per aumentare il pericolo di terrorismo in Europa e in America. L’obiettivo è chiaro, i palestinesi uccisi dai raid israeliani sono necessari, anzi sono voluti perché: ” Lo ripeto ancora una volta: siamo noi che abbiamo bisogno del sangue di donne, bambini, anziani palestinesi. Per risvegliare dentro di noi lo spirito rivoluzionario, per spingerci avanti». Ecco fatto, il messaggio è chiaro per Hamas, purtroppo non lo è per molti deliranti giornalisti che negano le mostruosità commesse dai palestinesi il 7 ottobre, il Sabato Nero. A “Stasera Italia”, rete 4, Carmen Lasorella ha negato le decapitazioni dei bambini israeliani, documentate con foto e video girati dai terroristi stessi. Mentre l’ex ambasciatore di Israele, Dror Eydar, raccontava, emozionato, queste mostruosità, si sentiva in sottofondo la voce della giornalista dire “Non è vero” e poi lo ha detto chiaramente, con un sorriso ironico sul volto “non ci sono prove di bambini decapitati” . Dror Eydar allora le ha fatto vedere un’immagine dal suo cellulare ma lei non ha nemmeno girato il volto per guardare. Alla fine è intervenuto Maurizio Molinari, bravissimo, che con la sua calma serafica, ha apostrofato la Lasorella:” Chiedi scusa, si può sbagliare ma bisogna chiedere scusa, non dobbiamo sporcare il giornalismo. Chiedi scusa”. Ancora un rifiuto e questo le ha guadagnato l’appellativo meritatissimo di “NEGAZIONISTA” dall’ambasciatore. È stata una brutta e vergognosa pagina di giornalismo, è stato come uccidere quei bambini un'altra volta, disprezzare la loro sofferenza, la disperazione fino alla pazzia, dei genitori. Un’orrenda pagina di disumanità è stata invece la manifestazione di Roma di sabato pomeriggio. Folle che trasudavano odio per le strade della Capitale, si parla di 20.000 invasati urlanti “Israele terrorista…Israele assassino…Israele nazista”. Hanno bruciato le bandiere di Israele, un barbaro nazicomunista è salito sul pennone del palazzo della FAO dove sventolava, tra le altre,  la bandiera con la Stella di Davide. L’ha strappata gettata a terra dove altri barbari l’hanno calpestata e poi bruciata. Ormai siamo tornati al 1938. In Germania un altro corteo di gentaglia pro Hamas gridava “ Vogliamo Hitler, Hitler deve tornare.  Siamo per Hitler, ebrei al gas”. In Turchia è stato appeso un cartello davanti a una libreria “Vietato entrare agli ebrei”. Israele è solo e odiato da tutti. Non è una novità, nella tremenda ma gloriosa storia del popolo ebraico, si sono alternati nell’odio i cristiani, i fascisti, i comunisti e l’islam che li raccoglie tutti sotto la sua bandiera verde che, se cadesse Israele, arriverebbe a Roma per sventolare sul Vaticano. Israele, ultimo baluardo di civiltà e cultura, circondata da un’immensità oscurantista che inneggia alla morte, salverà l’occidente che lo odia e che,  per un bestiale paradosso, vorrebbe assistere alla sua distruzione.

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Deborah Fait
 

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