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Giovanni Quer
Medio Oriente diritto e società
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Chi si congratula con i Talebani? 18/08/2021
Chi si congratula con i Talebani?
Analisi di Giovanni Quer

Le Hamas palestinien félicite les talibans de retour au pouvoir

Mentre a Kabul i combattenti talebani festeggiano la “vittoria” nel palazzo presidenziale, gli afgani tentano di fuggire e chi rimane trema di paura. Il ricordo del regime che ha ucciso, amputato, discriminato si è dissipato o forse gli orrori del regime jihadista non sono così forti come l’odio per ciò che gli USA rappresentano. Chi si è congratulato con i Talebani vede nel movimento islamista jihadista una forza che ha tenuto testa agli americani, non un gruppo di fanatici che ha ucciso afgani e musulmani. Il capo dell’ufficio politico di Hamas Ismail Haniyeh non ha tardato a congratularsi con i talebani per aver saputo sconfiggere “l’occupazione americana”, in una conversazione telefonica con Abdel Ghani Baradar, capo dell’ufficio politico dei Talebani, come riporta il sito Ramallah News.

Non sorprende che Hamas abbia accolto come una benedizione il ritorno dei Talebani, che hanno ispirato l’organizzazione islamista palestinese e che Haniyeh ha descritto come un modello per la liberazione della Palestina dall’occupazione israeliana.   Le voci più vicine all’Autorità Palestinese hanno risposto invece in maniera più mite. Il sito Duniya al-Watan si è limitato a pubblicare delle dichiarazioni di un portavoce del movimento islamista afgano secondo cui si impegneranno a rispettare i diritti delle donne, come stabilito dall’Islam e non useranno il territorio afgano contro altri Paesi. L’agenzia di stampa Ma‘an, con base a Gerusalemme, ha accolto la notizia come una nuova sconfitta del potere mondiale che ha “sterminato gli indiani d’America” e che si è “inginocchiato” di fronte alle tribù Pashtun che, secondo l’articolo, rivendicherebbero origine arabe - in realtà la tribù “Afridi” rivendica origini ebraiche.   Anche altri intellettuali palestinesi si sono congratulati con Hamas. Abdel Bari Atwan, direttore del giornale online Rai al-Youm e in passato direttore del quotidiano pan-arabo al-Quds al-Arabi, ha scritto tre giorni fa un editoriale in cui ha paragonato la fuga del presidente afghano Ghani alla fuga del presidente tunisino Ben Ali. Un parallelo quanto mai inappropriato perché i Talebani non hanno liberato l’Afghanistan da un dittatore né rappresentano una forza di rivolta popolare. In un secondo editoriale pubblicato ieri, Atwan elogia i Talebani per la vittoria sulle forze americane dopo vent’anni di resistenza.   Altri anti-israeliani hanno espresso simili idee. Il caricaturista brasiliano Carlos Latuff, grande oppositore di Israele e degli Stati Uniti ha disegnato una caricatura che riporta i Talebani vincitori in capo a una clessidra che schiaccia gli americani “sconfitti”, e un proverbio ritenuto afgano che cita “voi avrete pure gli orologi, ma noi abbiamo il tempo”.   Chi festeggia la “vittoria dei Talebani” è accecato dal fervore anti-americano e anti-occidentale e non vuole ricordare le vittime afgane e musulmane del terrore che la stessa organizzazione che dipingono come “resistenti” e “liberatori” ha sparso negli ultimi 20 anni. Tra queste vittime anche giornalisti, attori e cantanti accusati di esser allineati con il governo e con l’Occidente. 


Giovanni Quer (1983), ricercatore presso il Centro Kantor per lo studio dell'Ebraismo Europeo Contemporaneo e dell'antisemitismo, Università di Tel Aviv.

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