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Roma, gli spari e l'aria avvelenata dell'Anpi e dai suoi coscritti comunisti Commento di Deborah Fait Ci sono due cose importanti da distinguere: la responsabilità individuale e il clima collettivo. Quel ragazzo che ha sparato a Roma, se i fatti saranno confermati, ha fatto una cosa grave e stupida: sparare contro persone durante una manifestazione è violenza politica, anche se con una scacciacani, e va condannato senza giri di parole. La responsabilità è sua. Detto questo, c’è anche un altro problema non trascurabile: l’odio seminato per anni contro gli ebrei e contro la Brigata Ebraica nei cortei del 25 aprile. Fischi, insulti, slogan, delegittimazione costante, cacciate dai cortei. Quando per decenni ormai si normalizza l’ostilità verso la presenza ebraica in piazza, si crea un clima tossico. E nei climi tossici prima o poi qualcuno sbrocca. Questo non assolve chi spara, ma spiega il contesto perché inutile dire che odio chiama odio. Quando si urla per anni: "fuori gli ebrei…assassini….Palestina libera dal fiume al mare…" Se per anni si urlano prole di odio, poi non ci si stupisca se emerge un fanatico dall’altra parte. Il fanatico va punito, certo. Ma chi ha trasformato una festa di liberazione in un ring ideologico dovrebbe fare autocritica. Quel ragazzo ha sbagliato in modo vergognoso. Chi ha tollerato per anni insulti antisemiti mascherati da militanza politica ha contribuito ad avvelenare l’aria. Il colpevole è chi ha sparato, tra l'altro tanto stupido da farsi riconoscere. Prendere una pistola, anche se non letale, e sparare contro due persone durante una manifestazione è un gesto miserabile e stupido. Chi lo ha fatto deve risponderne davanti alla legge e davanti alla coscienza civile. Nessuna rabbia personale, nessuna esasperazione, nessuna appartenenza politica può trasformarsi in violenza. Ma fermarsi qui sarebbe comodo perché gli incendiari morali sono molti di più.
Perché gli spari di Roma nascono dentro un clima tossico e violento che da anni finge impegno civile mentre degenera sempre in ossessione antisemita, insulti, demonizzazioni. Nascono in piazze dove la presenza della Brigata Ebraica è stata contestata, fischiata, umiliata fino ad essere cacciata circondata della polizia per proteggerla. Nascono in cortei dove alcuni hanno pensato di poter decidere chi ha diritto di ricordare la Liberazione e chi no. Ed ecco il paradosso italiano: ci si scandalizza per il gesto folle del singolo e si segnala subito la sua appartenenza alla Comunità ebraica di Roma, ma si tace sul veleno collettivo che per anni è stato tollerato, giustificato, applaudito. Chi spara è colpevole. Sempre. Ma chi semina odio razziale e religioso, chi trasforma ogni ricorrenza in una resa dei conti, chi usa la parola “ebreo” come bersaglio politico, chi urla "siete solo saponette mancate", non può fingersi innocente quando il clima esplode. Il 25 aprile dovrebbe unire nella memoria della libertà. Invece è stato ridotto a terreno di possesso ideologico dei comunisti, perché questo sono, come ha sillabato giustamente Andrea Ruggeri ospite di Porro, sono: co mu ni sti che si sentono in diritto di respingere gli odiati ebrei. È una vergogna storica e morale. Israele con 5000 combattenti ebrei aveva contribuito alla Liberazione dell'Italia. Al contrario i tanto amati palestinesi erano alleati di Hitler!!! La memoria che esclude diventa pessima caricatura della storia, la piazza che umilia prepara sempre qualcosa di peggio. "La bandiera di Israele è divisiva" dicono quelli dell'ANPI. Provocatrice, divisiva? Ricordo che da tre anni l'Italia è stata letteralmente ricoperta dalle bandiere di un paese inesistente e di una popolazione nazi-islamica dedita a tagliare gole e a fare terrorismo. Ricordo che oltre ai milioni di bandiere palestinesi che rappresentavano le SS di Amin al-Husseini, i manifestanti comunisti hanno sventolato per anni le bandiere di Hamas, di Hezbollah, persino quelle nere dell'ISIS. Questo nel silenzio generale delle istituzioni e dei media e poi ci venite a dire che la bandiera di una democrazia che 80 anni fa ha contribuito a liberare l'Italia è divisiva? Siete senza vergogna, nemici dell'ANPI! Si, quel ragazzo ha sbagliato tutto. Da solo. Personalmente. Penalmente. Ma chi oggi cade dalle nuvole, peggio si indigna, farebbe bene a guardarsi allo specchio e a girare subito lo sguardo per la vergogna. Il colpevole materiale può essere uno. I responsabili morali e vigliacchi sono molti di più. |
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