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Comunicato stampa sull'arresto di Hannoun & compari con zuccherino finale per i pro-pal. Ci si chiede a cosa serva una simile magistratura
Finalmente giustizia è fatta? No, perché i magistrati devono aggiungere il loro parere sui "crimini" di Israele, citando una Corte di Giustizia Internazionale che sta ancora lavorando al caso. Ma non bastava annunciare l'arresto dei (presunti, ancora) fiancheggiatori di Hamas? Quando ho sentito la notizia dell’arresto di nove persone accusate di finanziare Hamas fra cui il loro capo, Mohammad Hannoun, presidente dei palestinesi in Italia, che da anni imperversa gridando al mondo il suo odio per gli ebrei e trascinando le folle al grido di “morte ai sionisti”, ho tirato un sospiro di sollievo. Hannoun, nei mesi e negli anni passati, era stato ricevuto in Parlamento con i tappeti rossi dalla Boldrini, talmente innamorata dei palestinesi da dimenticare i suoi doveri istituzionali. Hannoun era portato in palmo di mano dai Gianni e Pinotto (Bonelli e Fratoianni), il duo di AVS, che al solo nominare Israele hanno la schiuma alla bocca. Benissimo dunque, meglio tardi che mai, si dice! Con questa azione importante mi è stato tolto un peso dallo stomaco, quel cipollone di rabbia e dolore che avevo in gola da anni e che non andava né su né giù. Perché questa reazione dopo una notizia così importante, che dovrebbe riempire di soddisfazione ogni persona giusta e onesta? Verso la fine del comunicato stampa compare, immancabile e in questo contesto del tutto inopportuna, la caramellina per i pro-pal e per tutti gli antisemiti d’Italia, affinché non si incazzassero troppo all’annuncio degli arresti. Con poche parole indegne e inutili è stata rovinata un’operazione lodevole come l’arresto di ladri e terroristi che hanno fregato gli italiani rubando loro sette milioni di euro. Innanzitutto mettiamo in chiaro che la Corte Penale Internazionale non ha emesso alcun giudizio: sta semplicemente svolgendo delle indagini, come è suo dovere. Non riesco proprio a comprendere come due istituzioni importanti come la Procura della Repubblica e l’Antimafia si siano permesse di parlare di presunti crimini, non provati e non documentati, derivanti esclusivamente dagli uffici di Hamas, l’organizzazione terroristica che Hannoun è accusato di finanziare. Quel commento non andava scritto. Non si possono arrestare i fiancheggiatori (ancora presunti, d'accordo) di un’organizzazione terroristica — la stessa che ha dato inizio alla guerra — per poi aggiungere: “beh, vi arrestiamo, ma in fondo avevate le vostre ragioni”. A questo punto non posso non citare un affezionato lettore di IC che scrive: (L’intera lettera è pubblicata nella rubrica Risponde Deborah Fait.) Non c’è niente da fare: non vedo una via d’uscita all’antisemitismo degli italiani “brava gente”, che messi di fronte a due realtà scelgono sempre la menzogna di quelli che per primi hanno aggredito. Quando in un mio articolo precedente accennavo a chi desiderava come regalo di Natale l’abolizione dello Stato di Israele, mi riferivo proprio alla disumanizzazione dell’ebreo: un concetto che filo-Hamas come Hannoun e compari hanno diffuso per anni e che ogni antisemita ha recepito perfettamente. Come in altri casi, anche questa volta si è voluto giustificare il terrorismo con l’indecente “sì, cari palestinesi, avete sbagliato, però…”. Israele, nelle troppe menti malate, non doveva reagire, non doveva difendersi dai quarantamila missili lanciati da Gaza e dal Libano. |
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