Come si educano i giovani palestinesi
alla violenza e all'odio contro gli ebrei e Israele
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Data: 23/07/2003
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Autore: Federico Steinhaus
Titolo: Come si educano i giovani palestinesi
"Canteremo con le parole e col fucile - da Gerusalemme a Gaza ed allo Schechem della Palestina - Al-Bireh, Haifa, Jaffa e Ramallah - il suono della mitragliatrice - vivremo e moriremo, solo per far tornare a noi la nostra patria - io sono palestinese - la mia arma è il sasso ed è il coltello - la Palestina presto verrà restituita - la pietra ed il coltello vinceranno".
Queste sono le parole di una canzone che ha accompagnato dieci minuti di ballo Dabka lo scorso 7 luglio, alla festa di fine anno di una scuola superiore palestinese, dinanzi alle centinaia di studenti professori e genitori ed alle telecamere della televisione palestinese.
Tornando, sempre nel settore dell'educazione, all'intitolazione di scuole a "martiri" della causa palestinese, ricordiamo che vicino ad Hebron una scuola è intitolata a Dalal Mughrabi, che nel 1978 uccise 37 persone, ed a lei sono stati dedicati un campeggio estivo nel 2001, un Kindergarten, un corso di istruzione per giovani donne (2002); un'altra donna suicida, Ayyat al-Akhras, è stata ricordata con la intestazione di un campeggi estivo lo scorso anno, e nello scorso gennaio un torneo di calcio organizzato dal Ministero dell'Educazione palestinese è stato intitolato al terrorista suicida che uccise 30 persone riunite per la cena pasquale.
Lo scorso 13 luglio il fondatore della Al Quds Encyclopaedia, Hassan Khader, ha affermato nel corso di una trasmissione della televisione palestinese che "Maometto dice...che l'ora della resurrezione non arriverà finché tu non combatta gli ebrei...e la roccia e l'albero diranno: O musulmano servo di Allah, vi è un ebreo nascosto dietro a me, vieni ed uccidilo!".
Non molto diversa è la situazione dei libri di testo per le scuole palestinesi di ogni ordine e grado, ed un recentissimo monitoraggio ha verificato che solamente alcuni dei passi più carichi di odio antiebraico sono stati eliminati, mentre la grande maggioranza degli incitamenti alla violenza ed all' odio contro gli ebrei come popolo e contro Israele come nazione non è stata rimossa.
Infine, nello scorso giugno le Olimpiadi per disabili (Special Olympics) che si sono svolte in Irlanda sono state teatro di un inedito saggio di sportività e lealtà, con le squadre dei disabili algerini e sauditi che si sono rifiutate di gareggiare contro le corrispondenti squadre dei disabili israeliani (e di questi disabili chissà quanti erano in tali condizioni a causa di attentati terroristici...).