Riprendiamo dal RIFORMISTA di oggi, 24/07/2025, a pagina 6, il commento di Iuri Maria Prado dal titolo "L’offensiva propagandistica delle foto di Hamas".
Iuri Maria Prado
Il Corriere della Sera non ha avuto pudore quando ha deciso di sbattere sulla homepage del proprio sito la fotografia di un ragazzino sul letto di un obitorio, ridotto a poco più che uno scheletro. L’immagine era accompagnata da un titolo che riportava “l’allarme di cento Ong” secondo cui a Gaza “si muore di fame, rischio di carestia di massa”. Il ragazzino, un dodicenne che rispondeva al nome di Abdul Jawad Al-Ghalban, era visibilmente malato. Che la causa della morte sia stata la pura denutrizione è un’ipotesi supportata da nulla. Il Corriere della Sera, nella brama di voler impressionare con quell’immagine, ha ritenuto di trascurare la notizia - fornita da una giornalista palestinese, Doaa Albaz - secondo cui il ragazzo era disabile. Non occorre essere esperti per sapere i ragazzi con “special needs” soffrono anche di problemi alimentari. Tutto questo fa meno tremenda la morte, in quelle condizioni spaventose, di un dodicenne? No, ovviamente. Tutto questo dimostra che non esistano possibili casi di malnutrizione a Gaza? Nemmeno, ovviamente. Ma l’uso di queste fotografie non è fatto per documentare il tragico decesso di un adolescente.
È fatto per denunciare la presunta carestia che assedierebbe Gaza e, soprattutto, la responsabilità di chi - Israele - ne avrebbe fatta la propria missione. Di carestia a Gaza si parla da più di un anno e mezzo. Di imminente carestia a livello catastrofico se ne parlava già nel marzo del 2024, data da cui sarebbero dovuti morire per fame ogni settimana in 3mila. È sulla base di quei dati che sono stati emessi gli ordini di arresto a carico del primo ministro e dell’ex ministro della Difesa di Israele. È sulla base di dati simili che si sono affastellati i ricorsi contro Israele alla Corte Internazionale di Giustizia. È sulla base di quelle cifre volanti che si è preteso di costruire falsamente, e di riproporre ossessivamente, l’accusa di genocidio a carico dello Stato ebraico.
L’uso di quelle immagini fa parte di un’offensiva propagandistica. È l’azione di un dispositivo di guerriglia messo a punto da Hamas e dall’Onu, da quando la loro joint venture monopolistica nella gestione degli aiuti è stata estromessa. Sarebbe possibile raccontare la tragedia di Gaza altrimenti, senza rinunciare a descriverne anche i dettagli più tremendi ma senza ricorrere a certi espedienti? Sì, sarebbe possibile. Ma bisognerebbe rinunciare a raccontare l’inesistente sterminio per fame deliberato da Israele.
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