Israele sceglie la via del dialogo come reazione
ma l'Unità non ci vuole credere
Testata:
Data: 12/08/2003
Pagina: 7
Autore: Umberto De Giovannangeli
Titolo: Damasco aiuta Hezbollah
L’ipotesi che la Siria sia uno degli attori fondamentali nella lotta contro lo stato ebraico non convince molto il nostro giornalista: ragion per cui preferisce, lo vediamo anche nel titolo, proiettare l’intera faccenda in una dimensione ipotetica, di dubbio.
Come dire: è Israele che lo sostiene, mica ci dobbiamo veramente credere...

All’indomani dell’attacco delle batterie antiaeree dei guerriglieri libanesi Hezbollah


"Guerriglieri": definizione discutibile di quello che sono veramente gli Hezbollah
che ha causato in Galilea un morto e quattro feriti, Israele preferisce affidare la sua reazione alla diplomazia, ma al contempo avverte che non tollererà altri attacchi del genere.


De Giovannangeli non mette abbastanza in risalto la significativa reazione israeliana che, invece di passare alle armi per rispondere al pesante attacco, preferisce praticare la via del dialogo (e con un nemico per niente disposto alla trattativa).
Se il giornalista non può vendere l’immagine di una Israele vendicativa e violenta preferisce soprassedere...
Anzi, il nostro giornalista non si esime dal suggerire indirettamente la vera ragione per la quale Israele ha deciso di non rispondere all’attacco subito

Sharon- conscio delle molteplici considerazioni degli Stati Uniti riguardo all’Iraq e anche alla Siria- preferisce per ora non autorizzare iniziative militari di vasta portata.
Anche oggi la malafede e il cinismo del governo israeliano sono serviti. Auguriamo un "buon appetito" al lettore dell’Unità.

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