Si riporta la cronaca degli sviluppi della vicenda che ha coinvolto i 13 terroristi asseragliatisi per 38 giorni nella Basilica della Natività.
Scrive De Giovannangeli:"11 dei 13 miliziani palestinesi reduci dall'assedio della Basilica della Natività a Betlemme lasceranno l'isola nelle prossime 72 ore".
Per quanto riguarda i due miliziani destinati a prolungare il loro soggiorno a Larnaca
sembrano quasi in vacanza!!)
fonti diplomatiche ipotizzano che possa trattarsi di Jihad Jaara, un membro delle forze di sicurezza dell'ANP arrivato ferito alla gamba destra da un proiettile israeliano
(sempre quei cattivi israeliani!!)e che ha ancora bisogno di cure
(sono proprio fortunati questi miliziani - o sarebbe meglio dire terroristi - a ricevere quelle cure amorevoli di cui certamente non avrebbero goduto in patria, soprattutto se rinchiusi nelle carceri dell'ANP!).
Ecco infine una perla che sottolinea ancora una volta la credulità o ingenuità ( a scelta) dei membri dell'UE nei riguardi delle promesse di Arafat.
In una lettera inviata nei giorni scorsi alla presidenza di turno spagnola dell'UE, Arafat ha confermato che i 13 viaggiano volontariamente e si è impegnato a seguire il loro comportamento durante il limitato periodo di soggiorno nei paesi europei che li accoglieranno. Affermazioni che a Bruxelles interpretano come una garanzia offerta dal leader palestinese sul comportamento dei miliziani in asilo temporaneo".
Inevitabilmente si impongono due domande:
1) Si sono chiesti a Bruxelles come riuscirà Arafat, dalla sua residenza di Ramallah, a seguire/controllare il comportamento di persone che si sono macchiate di atti di sangue e di terrorismo? In pratica, li farà pedinare da agenti al suo servizio? Oppure saranno dotati di braccialetto elettronico per seguire i loro spostamenti in tempo reale?
2) In che misura ci si può fidare delle "garanzie" offerte da un leader che è notoriamente conosciuto per non avere mai mantenuto una sola delle promesse fatte?
La risposta a queste domande non è superflua perchè, al di là degli atti di "carità cristiana", tutti ci auguriamo che la sicurezza dei cittadini nei paesi che accoglieranno i palestinesi rappresenti una priorità per Bruxelles.
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