FOTOGRAFIE FAZIOSE
FOTOGRAFIE FAZIOSE
Testata:
Data: 26/06/2002
Pagina: 13
Autore: Umberto De Giovannangeli
Titolo: Popolo palestinese oppresso
Si può essere faziosi con un articolo, si può essere faziosi con una fotografia.

L’Unità non si lascia mai scappare l’occasione, ora con le parole ora con le immagini.

E quella che campeggia a pagina 13 dell’Unità del 26 giugno è, sotto forma di immagine, il punto di vista espresso quotidianamente dal giornale.

Viene ritratto un anziano palestinese che indossa la keffiah e un lungo gabbanone, fermo ad un posto di blocco a Beit Sahour un villaggio dei territori vicino a Betlemme (così recita la didascalia) con le mani alzate di fronte ad un giovane soldato israeliano che imbraccia il fucile.

Messaggio: Il popolo palestinese è oppresso e vessato dalle continue umiliazioni che deve subire (un povero anziano costretto ad alzare le mani dinanzi ad un giovane soldato) e lo stato d’Israele è uno stato oppressore che umilia i palestinesi togliendo loro dignità e libertà di movimento.

Poco importa se il palestinese sotto il gabbanone indossa una cintura di esplosivo ed è pronto a farsi saltare in aria (non sarebbe la prima volta) e compito del soldatino – a rischio della sua stessa vita - è di perquisirlo per evitare una nuova strage !!

Il messaggio che giunge al lettore è un altro: i palestinesi sono le vittime, gli israeliani i carnefici.

Sorge spontanea una domanda: è mai possibile che nella redazione de l’Unità dopo un attentato (già dal secondo giorno) scompaiano per incanto tutte le fotografie che ritraggono la sofferenza degli israeliani e vengano sostituite regolarmente da immagini simili a questa?



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