Finisce amaramente la vicenda della 46enne consigliera del m5s che pubblicò la vignetta antisemita sul suo blog. Non è stata espulsa dai cinquestelle, non ha rassegnato le dimissioni dal consiglio comunale torinese e rimane imperterrita al suo posto.
La signora torna a casa senza pagar pegno? Nemmeno l'obbligo di fare un corso accelerato di Storia? Una donna che si avvicina alla mezzetà, all'interno di un'istituzione quale il Consiglio comunale pubblica porcherie antisemite. A quell'età -e in quella posizione politica-non sono ammesse ignoranze di tal fatta. Viene accettata l'ignoranza crassa in un rappresentante politico con scuse risibili? Ma che diremo al ragazzotto che fa altrettanto sui social o sui muri cittadini? Basta chiedere 'scusa' e tutto rimane come prima? A che servono leggi e commissioni nazionali contro l'antisemitismo?