Pio XII e la Shoah: gli elogi di Ronald Lauder e le amnesie di Papa Bergoglio
La Chiesa continua a non fare i conti con i silenzi del 'Papa di Hitler'
Testata: L'Osservatore Romano
Data: 23/02/2021
Pagina: 2
Autore: la redazione di OR
Titolo: Il commento del presidente del World Jewish Congress
Riprendiamo dall' OSSERVATORE ROMANO di oggi, 23/02/2021, a pag. 2, la breve "Il commento del presidente del World Jewish Congress".
Ronald Lauder, elogiando la visita e le parole di Papa Bergoglio, dimentica che nulla ha detto il Papa sull'ambigua figura di Pio XII, suo predecessore a capo della Chiesa cattolica durante la Shoah, che ha taciuto mentre i tedeschi il 16 ottobre 1943 deportavano gli ebrei romani e facevano lo stesso con milioni di altri in tutta Europa. Fino a quando il Papa non affronterà con serietà le responsabilità di Pio XII, la Chiesa non riuscirà a fare i conti con la memoria della Shoah.
Ecco l'articolo:
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Papa Francesco incontra Ronald Lauder

Adolf Hitler, Pio XII
Ronald S. Lauder, presidente del World Jewish Congress (Wjc), plaude alla «visita senza precedenti» di Papa Francesco a Edith Bruck, sottolineando le parole forti che l'hanno accompagnata. «Apprezzo profondamente — scrive sul sito del Wjc — l'enorme compassione di Papa Francesco nel visitare Edith Bruck, che è sopravvissuta all'orrore di diversi campi di concentramento nazisti, ha perso i suoi familiari, assassinati durante l'Olocausto e con coraggio ha raccontato la sua storia. Il Papa ha dimostrato un sincero impegno sia per la gentilezza personale verso le esperienze degli altri sia riguardo l'urgenza di continuare a richiamare l'attenzione sulle atrocità disumane dei genocidi, compreso l'Olocausto». «In un momento in cui il neonazismo, l'antisemitismo e altre forme di intolleranza stanno riemergendo in molte parti del mondo — aggiunge Lauder — l'integrità morale e il senso della storia di Papa Francesco stabiliscono il modello da seguire per altri leader religiosi, politici e comunitari». Il presidente del Wjc esprime anche gratitudine alla signora Bruck «per il suo coraggio nel raccontare al mondo il suo trauma e nel dedicare la sua vita a far conoscere alle persone le orribili verità dell'Olocausto».
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