L' Onu e Israele
Testata:
Data: 25/09/2002
Pagina: 14
Autore: Umberto De Giovannangeli
Titolo: Censura onu a Sharon, gli Usa si astengono
I toni dell’articolo, molto faziosi, non smentiscono la linea filo-palestinese dell’Unità.
Esaminiamone i punti salienti a partire dal titolo.

"Censura Onu a Sharon"
Ancora a volta il leader israeliano è il capro espiatorio per tutte le azioni concordate e messe in atto dal governo israeliano che, lo ricordiamo, è un governo di unità nazionale, composto anche da ministri laburisti e quindi espressione di una pluralità di opinioni politiche.
"La pioggia di fuoco si abbatte su Gaza"
Chi fa piovere e perché piove fuoco?
"quando è ancora notte fonda, mentre a New York il Consiglio di Sicurezza dell’ONU si apprestava a varare una risoluzione in cui si chiede ad Israele di togliere "al più presto" l’assedio al quartier generale di Arafat a Ramallah"
E’ sempre Israele che "deve" fare qualcosa. Mai una volta che Arafat debba far cessare il terrorismo.
"Una richiesta sostenuta anche da Giovanni Paolo II."
Nessun dubbio in proposito, considerata la linea filo-palestinese sostenuta dalla Chiesa e dai suoi ministri.
"Quella di Gaza è una battaglia campale che si protrae per oltre quattro ore con un sanguinoso bilancio finale di nove palestinesi uccisi. Gli integralisti di Hamas annunciano trionfalmente"
TRIONFALMENTE??
"Di aver distrutto tre tank nei feroci scontri dell’altra notte alla periferia Est di Gaza City, sconvolta dalla massiccia incursione israeliana in cui sono stati impiegati una novantina di mezzi corazzati, unità di fanteria ed elicotteri da combattimento Apache."
Se dopo aver impiegato tutto questo arsenale militare (90 tank ecc) gli israeliani hanno fatto "solo" 9 vittime viene spontaneo chiedersi quale sia il livello della loro preparazione militare!

Oppure è l’informazione ad essere manipolata?

"Si è trattato di un massacro, dell’ennesimo crimine di guerra compiuto dall’esercito israeliano su mandato di Ariel Sharon – dichiara all’Unità il capo negoziatore dell’ANP Erekat."
Analoga condanna purtroppo non esce mai dalla bocca del Sig. Erekat per stigmatizzare l’operato dei kamikaze. Decine e decine di civili inermi fatti a brandelli non sono forse un crimine ?

Senza contare che uno dei 9 palestinesi uccisi nei combattimenti non è morto per mano del "terribile" esercito israeliano ma si è lanciato contro un tank con un corpetto esplosivo con l’intenzione di distruggere il corazzato e chi vi era all’interno.

"Nel corso della prolungata incursione i soldati israeliani rileva un portavoce di Tsahal – hanno distrutto 13 sospetti laboratori per la fabbricazione di armi."
I laboratori non possono essere "sospetti", come insinua il giornalista, perché o producono orologi o fabbricano armi, ma in entrambi i casi è impossibile "confondersi".
"Dal ridotto di Ramallah, dove è sempre assediato nell’unico edificio risparmiato dalle ruspe israeliane, Arafat, sostenuto dalle manifestazioni popolari"
e da una stampa italiana fiera e orgogliosa di essere sempre al suo fianco
"continua comunque a far sentire la propria autorità e il suo numero due Abu Mazen ha tenuto ieri ad allontanare da sé ogni sospetto di agire alle spalle del rais e aver avviato a sua insaputa contatti con gli israeliani"
Ma come, non erano in corso riforme democratiche nel mondo politico palestinese?

Evidentemente i timori di Abu Mazen non sono ingiustificati perché

"I colpi di mitra esplosi ieri sera, sempre a Ramallah, da ignoti contro l’abitazione di uno degli esponenti palestinesi che hanno partecipato a quella riunione, Nabil Amr ex ministro Anp per i rapporti con il Parlamento e dimessosi dall’incarico in polemica con Arafat – sono l’avvertimento lanciato dai fedelissimi del rais: nessuna fronda interna è tollerata."
E il futuro "stato democratico" di Palestina (la cui nascita in tempi brevi è tanto auspicata dalla Chiesa e dal mondo politico internazionale) ha già delle ottime premesse: chi "collabora" con Israele viene appeso a testa in giù nella piazza e chi "osa" contrastare i diktat di Arafat non è destinato ad una sorte migliore!
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