Già dalla prima pagina il quotidiano riporta la notizia della morte di una famiglia palestinese nei pressi dell’insediamento ebraico di Netzarim ad opera dell’esercito israeliano con una fotografia molto significativa. Un gruppo di manifestanti palestinesi a Gaza con le mani alzate, sguardi carichi di odio sventola bandiere palestinesi e cita la didascalia:"Israele, proteste dei palestinesi dopo la strage, manifestazioni a Gaza dopo la morte di un’intera famiglia sotto i bombardamenti israeliani."
Primo: sono morti quattro palestinesi e sono stati colpiti perché, malgrado gli avvertimenti dei soldati israeliani (ripetuti anche nei giorni scorsi) si stavano avvicinando al carro armato, incuranti di trovarsi in una zona militare, inoltre al buio l’esercito non può distinguere fra palestinesi e terroristi – visti fra l’altro i numerosi tentativi di commando palestinesi di infiltrarsi negli insediamenti ebraici per uccidere i "coloni", tentativi spesso perfettamente riusciti.
Secondo: non confondiamo uno o più colpi di cannone con i "bombardamenti". Se veramente Israele avesse bombardato quella zona sarebbero morte solo 4 persone?
A questo punto anche la parola strage risulta eccessiva, altrimenti venti, trenta civili inermi fatti a brandelli come si possono definire?
Dell’articolo di De Giovannangeli vorremmo commentare l’ultima parte per la superficialità e faziosità con cui vengono riportate alcune notizie.
"Ma a dominare nei Territori non è la legge della natura ma quella, più crudele, della forza."
Sottinteso: israeliana."Un adolescente palestinese di 14 anni è morto per un colpo alla testa e dodici persone ferite durante un’incursione israeliana a Rafah, nel sud della Striscia di Gaza. Secondo alcuni testimoni un bulldozer e quattro carri armati sono penetrati per 200 metri nel territorio palestinese distruggendo quattro magazzini ed una casa."
Qui finisce la notizia e chi legge non capisce assolutamente nulla. Perché c’è stata un’incursione israeliana? Cosa cercavano, perché hanno distrutto quattro magazzini?
Se il giornalista avesse spiegato che i soldati sono entrati a Rafah per distruggere un tunnel usato per contrabbandare armi ed esplosivi dall’Egitto e che l’apertura del tunnel era stata trovata all’interno di un palazzo e che durante l’operazione terroristi palestinesi hanno colpito i soldati con granate e bombe a mano, se il giornalista avesse scritto tutto questo avrebbe dato una informazione completa ed esaustiva.
L’articolo prosegue con la notizia, fuggevole, di tre soldati israeliani feriti in un attacco a sorpresa lanciato dal Libano meridionale dai guerriglieri Hezbollah contro gli avamposti militari situati sulle propaggini del monte Hermon, alla frontiera con lo Stato ebraico.
"La battaglia è infuriata per tre ore e all’attacco di Hezbollah Israele ha subito reagito con raid aerei e con il fuoco di batterie di artiglieria"
De Giovannangeli preferiva che Israele attendesse pazientemente che altri soldati venissero feriti o uccisi?
Ultima perla che chiude l’articolo:
"Mentre truppe israeliane hanno fatto saltare l’ufficio dell’ANP e di Arafat a Nablus."
Perché? Così senza motivo, per puro divertimento?
Ancora una volta il giornalista dimentica di riferire che forze di sicurezza israeliane hanno arrestato 15 sospetti terroristi, e vicino a Nablus un membro dei Tanzim sospettato di attacchi terroristici e furti d’auto.
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