Le parole di chi odia Israele
Testata:
Data: 26/07/2002
Pagina: 9
Autore: De Giovannangeli
Titolo: Intervista a Abed Rabbo
Ancora una volta L’Unità del 26 luglio a pagina 9 ospita un esponente del mondo politico palestinese consentendogli in una intervista rilasciata a De Giovannageli di esprimere senza mezzi termini i suoi punti di vista faziosi nei confronti di Israele, senza peraltro confutare nessuna delle menzogne che riporta.

Il personaggio in questione è il Ministro dell’Informazione dell’ANP, Yasser Abed Rabbo

Dell’intervista commentiamo i punti più significativi.

Rabbo: Israele parla di un errore e si scusa. Troppo facile. Perché ciò che è stato compiuto lunedì notte a Gaza non è un errore ma un crimine di guerra, un crimine contro l’umanità.
Invece gli attentati contro i civili israeliani che, dall’inizio dell’Intifada hanno provocato 572 morti, fra i quali numerosissimi bambini, come dovrebbero essere definiti?
I comandi militari israeliani sapevano che nel palazzo colpito e negli edifici circostanti si trovavano molte persone, tra cui donne e bambini.
Prima menzogna. L’esercito sapeva che l’edificio era vuoto (in precedenza un’azione era stata annullata per la presenza di civili palestinesi) e del resto, logica vuole, che trattandosi del quartier generale del capo terrorista di Hamas il palazzo non avrebbe dovuto ospitare in tempo di guerra civili e ancor meno neonati.
UDG: Israele ha ammesso l’errore compiuto nel raid di Gaza e ha espresso rammarico per i civili, in particolare per i bambini uccisi.

RABBO: Non basta il rammarico.

Strano, il rammarico di Arafat è sempre stato sufficiente. Dopo ogni nuovo attentato kamikaze l’unica cosa che riusciva a fare il leader palestinese era "rammaricarsi" e "condannare", sebbene quelli non fossero errori ma azioni terroristiche premeditate e chiaramente volute.
UDG: Israele ribatte che l’unica ragione dell’operazione era eliminare un superterrorista quale Shahade in procinto, secondo il ministro della Difesa Ben Eliezer, di compiere un attentato devastante.
E invece cosa era in procinto di fare, Shahade, "secondo" De Giovannangeli ? Organizzare una gita turistica?
RABBO: Non è affatto così. Israele ha eliminato Shahade per far fallire il tentativo in atto di porre fine agli attacchi suicidi
Risposta farneticante alla quale il giornalista non ribatte. E non sottolinea nemmeno che non ci sarebbe stato alcun bisogno di uccidere il capo di Hamas se l’ANP i cui servizi di sicurezza a Gaza sono perfettamente funzionanti lo avessero arrestato impedendogli così di continuare ad organizzare attacchi criminali contro i civili israeliani.

Infatti nell’elenco dei terroristi da arrestare consegnata ad Arafat molti mesi fa, Shahade, era il primo della lista. Ancora una volta le gravissime responsabilità di Arafat vengono taciute.

Ecco il commento di De Giovannageli.

Ed ora?

RABBO: Israele porta la piena responsabilità di ciò che potrà accadere. Sangue chiama sangue, violenza chiama violenza. E’ la legge dei falchi.

No, è solo la legge di chi odia Israele ed il suo popolo e sfrutta la benché minima opportunità per screditarlo dinanzi agli occhi di un mondo - purtroppo - già incline a condannare Israele ed ogni sua azione.



Invitiamo i lettori di informazionecorretta.com ad esprimere le loro opinioni su questa intervista scrivendo ala redazione de L'Unità. Cliccando sul link sottostante si aprirà un'e-mail già pronta per essere compilata e spedita.

lettere@unita.it