Metropolitana leggera di Gerusalemme: il simbolo della convivenza possibile
Per questo attaccata dai terroristi: Internazionale li giustifica
Testata: Internazionale
Data: 05/12/2014
Pagina: 68
Autore: Nate Berg
Titolo: Gli architetti della pace

Su INTERNAZIONALE di oggi, 05/12/2014, a pag. 68-73, è pubblicato un lungo articolo di Nate Berg tratto da Foreign Policy dal titolo "Gli architetti della pace".

Il settimanale si riconferma ostile pregiudizialmente a Israele scegliendo ogni volta articoli diffamatori o al 100% pro-arabi, come lo sono quelli di Amira Hass e Gideon Levy, dal quotidiano Haaretz. Una fobia anti-israeliana che ha cartterizzato il settimanale sin dalla sua fondazione.


Karen Lee Bar-Sinai


La metropolitana leggera di Gerusalemme

L'articolo contiene, tra le altre cose, una intervista a Karen Lee Bar-Sinai, una giovane architetta israeliana.
Quando il discorso cade sulla metropolitana leggera di Gerusalemme, uno dei gioielli moderni della capitale di Israele, Bar-Sinai sostiene:

"E' una linea che separa, quando invece potrebbe essere un'incredibile opportunità per creare un collegamento"

La metropolitana leggera di Gerusalemme è stata progettata e costruita non solo per offrire a tutti i gerosolimitani - senza distinzioni di credo religioso e appartenenza etnica - un comodo mezzo per spostarsi da un quartiere all'altro della città, ma anche per unire concretamente la capitale. La metropolitana, infatti, offre il medesimo servizio nei quartieri a maggioranza ebraica e in quelli a maggioranza araba della città, ed è un'occasione di incontro tra persone di ogni origine.


Scritte antisemite ad una fermata della metropolitana leggera di Gerusalemme: "Morte a Israele, morte agli ebrei"

Proprio per questo motivo, cioè per la funzione di unione e non di divisione, la metropolitana è oggetto di frequenti attacchi da parte dei terroristi palestinesi, che rifiutano ogni tentativo di convivenza pacifica proposto da Israele.

A corredare l'articolo risalta una grande foto di un "insediamento illegale israeliano". La disinformazione di Internazionale passa anche attraverso le immagini.

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