Riprendiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 24/07/2014, a pag. 15, l'articolo di Davide Frattini dal titolo "Scrittori, artisti: il dubbio dietro la compatezza", dalla STAMPA a pag. 8 l'articolo dal titolo "Noa, niente show a Milano dopo le frasi per la pace" e da REPUBBLICA a pag. 15 l'articolo di Vanna Vannuccini dal titolo "Il no di 50 riservisti. 'È oppressione non combattiamo' ", preceduto da un nostro commento.
Di seguito, gli articoli:
Manifestazione pacifista in Israele
CORRIERE della SERA - Davide Frattini: " Scrittori, artisti: il dubbio dietro la compatezza "
Davide Frattini
GERUSALEMME — Lo scrittore Meir Shalev ha 66 anni come Israele, ne aveva 43 nel 1991, anche allora — prima guerra del Golfo — le compagnie aree internazionali avevano cancellato i voli verso Ben Gurion, alla discoteca Penguin sul lungomare di Tel Aviv i ragazzi ballavano con le maschere antigas indosso, lui beveva vino e ascoltava musica sui tetti delle case semi-vuote, chi poteva era scappato. «Il portavoce dell’esercito mi aveva definito un “irresponsabile” perché avevo raccontato sul giornale di aver lasciato il mio appartamento di Gerusalemme agli ospiti-rifugiati e di essermi trasferito nella loro città».
I missili e la minaccia chimica di Saddam Hussein univano il Paese. I razzi di Hamas non lacerano la cupola di Iron Dome ma gli strappi si aprono dietro la barriera. Tra chi prova a opporsi al conflitto, a esprimere compassione per le vittime palestinesi, e chi non accetta smagliature alla compattezza nazionalista. «Ho ricevuto lettere molto aggressive — dice Shalev — perché ho scritto un articolo in cui paragonavo i fanatici ebrei che guidarono la rivolta contro l’impero romano a quelli di oggi. Ricordo un’atmosfera simile dopo l’assassinio di Yitzhak Rabin nel 1995».
Al Festival del cinema di Gerusalemme la regista Shira Geffen, moglie dello scrittore Etgar Keret, è salita sul palco e ha letto i nomi dei quattro bambini uccisi da un bombardamento israeliano mentre giocavano sulla spiaggia di Gaza.
Le rappresaglie online sono state brutali. Una pagina Facebook gestita da estremisti di destra chiede «Può una donna del genere appartenere allo Stato d’Israele? Merita che le nostre truppe la proteggano quando dorme?». Negli insulti è finito in mezzo il fratello Aviv, la rockstar e l’obiettore di coscienza più celebre del Paese.
Self-Made , il nuovo film di Shira, racconta di due donne, una israeliana, l’altra palestinese, divise da vite diverse e da un posto di blocco. Sul suo profilo Facebook la regista, che ha vinto la Caméra d’Or a Cannes nel 2007 con Meduse , ha replicato agli attacchi: «Il fatto che mostrare empatia per i quattro bimbi attiri tanta violenza dimostra quanto la nostra società sia caduta in basso. Con il vostro permesso, vorrei fare una rivelazione: quando un bambino viene ucciso, provo dolore. Che sia israeliano o palestinese, di Ashkelon o di Gaza».
La sinistra si sente accerchiata. L’attrice comica Orna Banai e la cantante Noa sono finite nella lista di proscrizione con Shira Geffen, un elenco aggiornato sul Web sotto al titolo: «Spediamo questi artisti a Gaza». Banai ha anche perso il contratto da testimonial per la compagna di crociere Mano. Le manifestazioni pacifiste a Tel Aviv sono state accerchiate da squadre di ultrà della destra, il rapper Yoav Eliasi ha formato gli Shadow’s Lions (dal suo nome d’arte) e incita i suoi leoni a intralciare i cortei anti-guerra.
Yair Lapid, il ministro delle Finanze e considerato la voce moderata nel governo, è intervenuto ieri con un editoriale sul quotidiano Yedioth Ahronoth , il più venduto. Stigmatizza sia i giornalisti radicali come Gideon Levy — minacciato di morte per i suoi commenti contro i piloti dell’aviazione israeliana — sia le bande razziste. Invita a reagire «quel 99 per cento degli israeliani che non è pieno d’odio e sa che si può essere in disaccordo. Dobbiamo fermare gli estremisti, non possiamo restare a guardare da fuori».
LA STAMPA - la redazione: " Noa, niente show a Milano dopo le frasi per la pace "
Noa
Non è il momento dell’equidistanza in Israele. Lo sanno bene gli artisti che si sono schierati contro la guerra a Gaza, tra i quali la cantante Noa. «Ci sono due parti in questo conflitto e non sono israeliani-palestinesi, ebrei-arabi ma sono i moderati e gli estremisti» ha scritto sul suo blog Noa, associandosi ai moderati. Apriti cielo. Racconta la cantante che da allora la destra la definisce «terrorista». Il suo agente Pompeo Benincasa conferma l’annullamento del concerto del 27 ottobre a Milano da parte dell’associazione Adei-Wizo-Donne Ebree d’Italia e dice di temere «un inizio di ostracismo anche in Italia».
In ogni paese democratico ci sono "disobbedienti" e Israele non fa eccezione, essendo un paese democratico. L'articolo di Vanna Vannuccini, superficiale come quasi sempre i pezzi di questa giornalista, da un lato enfatizza un fenomeno marginale, che riguarda un numero molto ridotto di riservisti, dall'atro descrive un clima di ostilità e persino di intimidazione verso di essi che è lontanissimo dalla realtà della società israeliana.
LA REPUBBLICA - Vanna Vannuccini: " Il no di 50 riservisti. 'È oppressione non combattiamo'"
Vanna Vannuccini
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