Premessa: per formazione sono economista aziendale e non fisico; prima di utilizzare questa informazione vogliate verificarla con uno specialista. Trovo che il grande pubblico non afferri a pieno i rischi del programma iraniano di arricchimento dell'uranio. L'Iran ha arricchito l'uranio al 20%, mentre l'uso militare richiede un arricchimento intorno al 90%; a prima vista quindi sembra che l'obiettivo sia ancora molto lontato; in effetti non è così. L'uranio naturale ha una percentuale di U235, quello fissile, di circa lo 0.7%. Ora ipotizziamo che ciascun ciclo di trattamento e purificazione nelle centrifughe possa raddoppiarne la percentuale. Il primo ciclo porterebbe quindi la percentuale di U235 dallo 0.7% all'1.4%. Il secondo ciclo la porterebbe quindi al 2.8%, il terzo al 5.6%, il quarto all'11.2% il quinto al 22.4% cioè più o meno dove siamo adesso. A questo punto saranno sufficienti un sesto ciclo per portarla al 44.8% ed un settimo all'89.6% e siamo pronti per gli usi militari. Con l'arricchimento al 20% l'Iran non ha percorso i 2/9 del percorso come potrebbe sembrare, ma i 5/7 ed è molto vicino all'obiettivo. Ricordo che per produzione di energia è sufficiente un arricchimento intorno al 3%, per usi Medici occorre una percentuame maggiore, ma quantità molto modeste. Concludo con un'ulteriore raccomandazione di verificare queste informazioni: non sono sicuro.
Cordiali saluti
Massimo
risponde Ugo Volli: