Riportiamo dal FOGLIO di oggi, 10/05/2013, a pag. 1-4, l'articolo di Daniele Raineri dal titolo " Conferenza di pace sulla Siria what? Putin vende missili ad Assad". Dalla STAMPA, a pag. 16, l'articolo di Antonella Rampino dal titolo "Kerry: no ai missili russi ad Assad".
Ecco i pezzi:
Il FOGLIO - Daniele Raineri : "Conferenza di pace sulla Siria what? Putin vende missili ad Assad "


Daniele Raineri Bashar al Assad con Vladimir Putin (foto d'archivio)
La STAMPA - Antonella Rampino : " Kerry: no ai missili russi ad Assad "


Antonella Rampino John Kerry
«Sì, certo che sono preoccupato per i missili che la Russia potrebbe inviare a Damasco: sarebbe potenzialmente destabilizzante, specie per Israele. Ma abbiamo deciso di guardare avanti, la soluzione alla crisi siriana non può essere né umanitaria né militare, deve essere politica. Di questo ho parlato a Mosca con Putin e Lavrov, e sono molto soddisfatto che abbiano accettato di implementare gli accordi di Ginevra, e di preparare una nuova conferenza sulla Siria, ne ho discusso anche oggi con Ban Ki-moon».
John Kerry, al secondo giorno di bilaterali a Roma, è in conferenza stampa alla Farnesina, al fianco di Emma Bonino. Risponde alla domanda di un giornalista dell’«Associated Press» che rilancia un titolo del «New York Times» e del «Wall Strreet Journal»: Israele avrebbe avvertito nei giorni scorsi gli Stati Uniti che batterie di missili S-300 potrebbero essere vendute da Mosca a Damasco, mettendo il regime in condizione di ostacolare interventi militari per imporre una no-fly zone, che peraltro proprio non è alle viste. E non a caso il regime di Damasco ha emesso un comunicato dal sapore beffardo, esprimendo «soddisfazione» per l’intesa tra Usa e Russia.
Sul terreno la situazione resta drammatica. Solo per stare a ieri, la Turchia ha inviato tecnici ai confini con la Siria per verificare se sui profughi che arrivano in Libano vi sono tracce di armi chimiche, Bashar Assad ha fatto sapere che darà «a Hezbollah tutto il proprio sostegno, stiamo vivendo la stessa situazione...», e il riferimento è alle incursioni aeree israeliane della scorsa settimana in Siria. E Nasrallah ha ribadito ieri il sostegno alla Siria, «fonte della forza di resistenza in Libano e in Palestina», e rivelato che Damasco gli fornirà «armi che faranno la differenza». Mentre intanto gli insediamenti dei coloni israeliani nei territori palestinesi, informalmente sospesi giusto il tempo dell’incontro tra Tzipi Livni e John Kerry a Roma, sono ripresi. E in tutti i colloqui Kerry, che intende riavviare il percorso di pace entro l’estate, ha ripetuto che va invece «evitato ogni elemento di tensione».
L’attenzione internazionale per l’arrivo di Kerry a Roma è stata altissima, e ha anche rischiato di infittire l’agenda del Segretario di Stato. L’Italia, che punta a diventare sede stabile delle trattative di pace israelopalestinesi, affianca perfettamente gli Stati Uniti anche nel percorso verso «Ginevra 2», la conferenza che si dovrebbe tenere a giugno al fine di preparare l’uscita di scena di Assad e la nascita di un vero governo dell’opposizione siriana (che intanto si estremizza sempre più, ieri il francese Fabius ha proposto di «classificare Al Nusra come organizzazione terroristica»).
La diplomazia non sembra dare gran peso al pericolo che Mosca possa dotare Damasco di contraerea: tutta l’attenzione è ai negoziati. «Con Lavrov abbiamo spostato l’asse del discorso» ha detto Kerry, annunciando anche il negoziato con Mosca continuerà nei prossimi giorni. «Dobbiamo guardare a una soluzione politica» ha insistito Emma Bonino. Al centro dei colloqui anche la Libia, dove la ricostruzione è un miraggio.E l’Egitto. In questione c’è un accordo con l’Fmi per dare stabilizzazione almeno economica al Paese.
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