Caro dottor Volli, non si senta umiliato nè triste.
A sentirsi umiliato dovrebbe essere l'ebraismo italiano, a sentirsi triste dovrebbe essere l'ebraismo italiano.
Gli ebrei italiani in Italia dovrebbero vergognarsi nel profondo della loro coscienza ebraica a vedere Israele trattato come la fonte della instabilità medio orientale e sarebbero assai lierti di poter affermare di aver contribuito alla diffamazione di quella che dovrebbe essere la loro Medinà. Invece se ne ricodano solo quando la considerano spiaggia ove rifugiarsi in temnpi di crisi economica. A giorni partiranno circa 80 famiglie di ebrei romani per la loro alijà. Da decenni ormai considero l'ebraismo italiano vile, opportunista, corrotto nei gangli vitali della spiritualità ebraica che dovrebbe difendere Israele dinnanzi al mondo antisemita o antisionista. Ad ogni costo. Un mondo che gode e porta ad esempio tutti quegli ebrei che in diaspora sono contro Israele. E ne auspica la distruzione.
L'ebraismo italiano è perfettamente in sintonia con il contenuto del messaggio che il presidente Napolitano ha inviato a Peres in occasione del 64° anno della rinascita di Israele, un messaggio quanto mai superficiale nel quale invita lo stato ebraico a compiere i passi necessari per arrivare ai due stati ecc. ecc.
Cordiali saluti
Rodolfo Ballardini