Riportiamo dall'UNITA' di oggi, 26/04/2012, a pag. 34, l'articolo di Roberto Brunelli dal titolo "Baviera, il 'Mein Kampf' sui banchi di scuola".
Non è la prima volta che si apre il dibattito sulla possibilità o meno di ripubblicare il Mein Kampf, specie in vista della scadenza a breve dei diritti sul copyright (http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=2&sez=120&id=24844).
Il testo, in sè, non brilla per particolare interesse, ma la sua pubblicazione preceduta da una buona introduzione storica è meglio della diffusione clandestina e acritica del testo.
Ecco il pezzo:
È l’ultimo paradosso tedesco.Virtualmente bandito dalla terra per oltre sessant’anni - e apparso tutt’al più come oggetto di culto nelle biblioteche dei neonazisti più sfegatati sparsi ai quattro angoli d’Europa - il
L’idea sarebbe di far uscire una nuova edizione commentata del «libro-base» del pensiero nazional-socialista (redatto febbrilmente da Adolf Hitler a cominciare dal 1923 mentre era detenuto nella fortezza di Landsberg) fra tre anni, quando i diritti sul testo non saranno più di pertinenza dello Stato bavarese. Che è detentore esclusivo (a parte le potenze liberatrici Usa e Gran Bretagna) dei diritti del
GIOCARE CON LA STORIA
Finora la Baviera ha sempre rifutato le richieste di pubblicazione di edizioni non commentate, né ha esitato a procedere per le vie legali in casi controversi come quello dell’editore britannico Peter McGee, che voleva pubblicare in una collana storica alcuni estratti del libro. La questione certo non è solo di pertinenza degli storici e del ministero della pubblica istruzione, in un Paese in cui oggi le ramificazioni del neonazismo militante assurgono quasi ogni giorno agli onori della cronaca, occupando a tempo pieno intere sezioni delle forze dell’ordine.
È di ieri la notizia di un ennesimo raid della polizia, che ha perquisito le case di 18 presunti sostenitori dell’estrema destra nel Nord-Reno Westfalia. Oltre cento agenti hanno messo sottosopra venti abitazioni in diverse parti del Land. È invece dell’anno scorso la scoperta di una rete del terrore neonazista diventata celebre per gli «omicidi del kebab», ossia l’uccisione di nove immigrati tra il 2000 e il 2006. Nell’occasione si era parlato a vario titolo anche dell’opaco ruolo dei servizi segreti, considerati - nel migliore dei casi - eccessivamente «distratti» nei confronti dell’emergente terrore nero. Com’è come non è, la Baviera procede con decisione per la propria strada.
Lunedì il ministro alla ricerca scientifica Wolfgang Heubisch, del partito liberale, ha annunciato che verrà messa sul mercato anche un’altra versione del volume hitleriano: anch’essa ovviamente condita di apposito commento critico, questa volta destinato ad un pubblico adulto, più articolato e di maggiore spessore dal punto di vista storico-scientifico. In via di preparazione pure un e-book, un audiolibro e un’edizione inglese. Praticamente, tutta la gamma editoriale disponibile, sempre a cura del Land della Baviera.
Per di più, il deputato della Csu Karl Freller, direttore della Fondazione dei memoriali bavaresi, fa sapere di voler mettere in piedi una sorta di trattativa con editori e librerie in tutto il territorio nazionale, affinché queste «rinuncino volontariamente al commercio e alla diffusione del
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