Riportiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 24/04/2012, a pag. 25, l'articolo di Virginia Piccolillo dal titolo " L'italiano convertito e pronto alla Jihad, arrestato a Pesaro ". Da LIBERO, a pag. 19, il commento di Souad Sbai dal titolo " Le loro armi sono il web e Facebook, così fanno migliaia di proseliti ".
Ecco i pezzi:
CORRIERE della SERA - Virginia Piccolillo : " L'italiano convertito e pronto alla Jihad, arrestato a Pesaro "
Andrea Campione
ROMA — La morte di Bin Laden l'aveva vissuta come un lutto. E gli aveva dedicato un'elegia moltiplicando il suo impegno per diffondere sul web il suo verbo, attraverso scritti ispirati alla lotta jihadista e manuali operativi per metterla in pratica: bombe fai-da-te «da preparare nella cucina di tua madre», pianificazione di attentati con le mappe online che indicano la presenza delle telecamere cittadine, tecniche di guerriglia. Per questo ieri è finito nel carcere di Pesaro, con l'accusa di addestramento con finalità di terrorismo anche internazionale, un corniciaio ventottenne di Montelabbate, Andrea Campione, che dalla sua conversione all'islamismo si faceva chiamare Abdul Wahid As Siquili. Nickname per la rete, Nirya. Da lì il nome dell'operazione della Digos di Cagliari, che si è conclusa con altri dieci indagati, considerati una rete di reclutamento della Jihad. Tra questi una coppia di coniugi di Brescia (lui marocchino, lei italiana) e un professore precario di latino e greco di Cagliari, anche lui convertito all'Islam. Forse per amore.
Ma è una storia di odio quella venuta alla luce ieri. Quello propagandato via Internet (nei siti ora oscurati dall'Ucigos) contro l'occidente e contro gli ebrei. Rapporti stretti sono stati verificati tra Campione e Mohamed Jarmoune, marocchino arrestato a Brescia il 15 marzo scorso con l'accusa di aver pianificato un attentato contro la sinagoga di Milano. Nel suo pc la polizia aveva rinvenuto un sopralluogo virtuale. E una email speditagli da Campione, contenente un link da cui poter scaricare i manuali operativi. Campione, come gli altri, per ora, si era limitato alle parole. Diffondendo via Internet l'«Enciclopedia della Jihad» e «Inspire». Ma aveva confidato ad un gruppo di internauti l'intenzione di partire per l'Afghanistan e unirsi alle formazioni combattenti. Così, quando ha acquistato un biglietto aereo Bologna-Rabat solo andata, con partenza il 25 aprile, è scattato l'arresto per pericolo di fuga. Perquisizioni sono scattate a Cuneo, Milano, Brescia, Pesaro, Salerno e Palermo. E a Cagliari nell'abitazione del professore di Lettere, sposato con una donna marocchina e, probabilmente per amore suo, convertito all'Islam. Era stato un sito islamista, Sunna-Minbar.sos, ad attirare l'attenzione degli investigatori. Ideato dai coniugi Moez Garsallaoui e Malika El Aroud (lui latitante dal 2007, lei in carcere in Belgio) ritenuti ai vertici della nuova Jihad europea, il sito dell'Islam radicale era stato oscurato nel 2009, ma le indagini sui suoi frequentatori erano continuate.
Il questore di Pesaro, Italo D'Angelo ha definito «casuale» la concomitanza del blitz con la visita del capo dello Stato, atteso il 25 aprile. Apprezzamento per l'operazione che ha rivelato «l'esistenza di una rete, con agganci internazionali e con sponde preoccupanti nel mondo universitario», è stato espresso dall'ex viceministro dell'Interno Alfredo Mantovano.
LIBERO - Souad Sbai : " Le loro armi sono il web e Facebook, così fanno migliaia di proseliti "
Souad Sbai
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