Riportiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 29/03/2012, a pag. 19, l'articolo di Viviana Mazza dal titolo " Centinaia di afghane in carcere per «crimini contro la moralità» ". Dal MANIFESTO, a pag. 16, l'articolo di Giuliana Sgrena dal titolo " L’avvocata Usa diventata famosa in Afghanistan".
Ecco i due articoli:
CORRIERE della SERA - Viviana Mazza : " Centinaia di afghane in carcere per «crimini contro la moralità» "
«Non lo so. Sono andata dal governo a chiedere aiuto e, invece, mi hanno arrestata». Bashira, 14 anni, è una delle 400 donne accusate o condannate per «crimini contro la moralità» rinchiuse in prigione in Afghanistan. In alcuni casi, devono restarci per oltre 10 anni. È la denuncia dell'organizzazione per i diritti umani Human Rights Watch in un rapporto intitolato «Dovevo scappare via». I loro crimini: fuggire da mariti abusivi o da matrimoni forzati; avere rapporti sessuali fuori dal matrimonio, anche se accade perché sono state stuprate o costrette a prostituirsi. L'organizzazione si dice scioccata che accada ancora, 10 anni dopo il rovesciamento dei talebani.
È anche un problema di leggi: l'Onu ha chiesto che vengano abolite le norme sui «crimini contro la moralità», incluse quelle che puniscono i rapporti sessuali fuori dal matrimonio («zina») con 15 anni di carcere. Inoltre, il nuovo Diritto di famiglia promesso dal governo nel 2007 non è ancora legge: ottenere il divorzio è difficilissimo per una donna, semplice per un uomo. Ma non è solo un problema di leggi.
È che polizia, procuratori e giudici — afferma il rapporto — trattano le donne da criminali anche quando denunciano di essere vittima di crimini (che restano impuniti). Ad esempio: dal 2009 esiste una legge contro la violenza sulle donne, ma quando Nilofar, una delle 58 afghane intervistate dai ricercatori, si è presentata con molteplici ferite inflittele dal marito con un cacciavite, il procuratore ha replicato che non erano mortali e l'ha fatta arrestare per adulterio (aveva detto di aver invitato un uomo a casa). Altro esempio: «Scappare di casa non è un crimine secondo il codice penale, ma capita che il giudice dia per scontato che la ragazza abbia tradito il marito». I giudici «spesso le condannano solo sulla base di "confessioni" rilasciate in assenza di legali e "firmate" senza essere state lette da donne che non sanno leggere né scrivere».
Ed è anche un problema politico. Il presidente afghano Hamid Karzai è intervenuto spesso per graziare donne imprigionate per crimini contro la moralità: erano 565 nel 2010 secondo l'Onu. All'inizio di marzo ha graziato in blocco le ragazze fuggite per sposare l'amato anziché l'uomo scelto dalla famiglia (i funzionari le stanno ancora identificando). Ma Karzai è stato anche pronto a compromessi con i conservatori, per motivi politici. Di recente ha approvato un editto del Consiglio degli Ulema (i dotti islamici), la principale autorità religiosa del Paese, che afferma che le donne non dovrebbero «mischiarsi a uomini estranei in attività di carattere sociale come l'istruzione, nei mercati, negli uffici e in altri aspetti della vita» e spiega che «molestare, importunare e picchiare le donne» è vietato «a meno che non avvenga per un motivo legato alla sharia (legge islamica)».
Il MANIFESTO - Giuliana Sgrena : " L’avvocata Usa diventata famosa in Afghanistan "
Kimberley Motley
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