La Turchia appoggia e finanzia Hamas
analisi di Fiamma Nirenstein
Testata: Il Giornale
Data: 30/01/2012
Pagina: 13
Autore: Fiamma Nirenstein
Titolo: Hamas cerca sponsor. Arriva la Turchia e sborsa 300 milioni

Riportiamo dal GIORNALE di oggi, 30/01/2012, a pag. 13, l'articolo di Fiamma Nirenstein dal titolo "Hamas cerca sponsor. Arriva la Turchia e sborsa 300 milioni".


Fiamma Nirenstein, Ismail Haniyeh, Recep Erdogan

Hamas abbandona la nave che affon­da e ­cerca casa in un mare di difficol­tà
nuove. Ma ecco che si avvicina un nuo­vo sponsor, Erdogan e gli regala 300 milio­ni di dollari. Così si può ricapitolare la cor­rente situazione di una organizzazione che è nella lista europea e quella america­na del terrorismo internazionale.
Hamas lascia Damasco,anche se com’è ovvio smentisce, perché il suo sempiterno protettore, l’Iran, che ancora sponsorizza Bashar Assad di Siria, gli ha richiesto di combattere contro gli insorgenti, ovvero, in larga parte, la Fratellanza Musulmana, e Hamas ha rifiutato perché, comunque, ne fa parte. Quindi ha perduto il suo migliore mecenate e anche la sede. Cerca casa: dun­que, Mashaal ha fatto molte ispezioni. È ap­parso il Qatar come una cometa. Poi, ad Amman, dove sembra si trovi adesso, ma la monarchia permette di risiedere in for­ma personale, non ufficiale: la Giordania ha conosciuto momenti duri con i palesti­nesi. AlCairo, ancheselacasamadre, iFra­telliMusulmani, sonomaggioranza,almo­mento non c’è convenienza (lo scopo pri­mo­è un tono pragmatico e il cibo per 80 mi­lioni di persone!) nel mostrarsi mano nella mano con Hamas, feroce di nome e di fat­to. Andare tutti a Gaza, la cosa più natura­le? No, tutta la leadership sarebbe in caso di guerra alla mercé di Israele; e poi Ha­niyeh e Mashaal hanno un cattivo rappor­to. Haniyeh, primo ministro, è divenuto il volto pubblico, è lui che ha portato a casa il finanziamento turco. Insomma, dentro Hamas,si litiga: e anche chi vuole l’unifi­cazione con Fatah si trova contro Ha­niyeh. Per sottolineare la spaccatura, lui fa dichiarazioni in stile iraniano: «I giorni di Israele sono contati», dice e chiama a raccolta un «esercito arabo della jihad per la liberazione della Palestina». Ma gli arabi sono presi dai fatti loro. E anche l’Iran. Ed ecco che arriva il denaro turco.
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