Riportiamo da CONSUMATORI, il mensile dei soci Coop, di novembre, a pag. 34, l'articolo di Giuseppe Ortolano dal titolo " In Palestina sulle tracce di Gesù".
Gerusalemme, il Kotel
Ortolano inizia con queste parole il suo articolo: "Terra Santa vuole dire soprattutto Palestina". Perciò, secondo Ortolano, Gerusalemme, che fa parte della Terra Santa, non è in Israele. per il semplice fatto che Israele non esiste. Non nel pezzo, di sicuro, dove non viene mai citato se non in termini di 'Muro' e 'Militari israeliani'.
Ortolano continua scrivendo che la Terra Santa è Palestina dato che Betlemme si trova nel futuro Stato palestinese, ma si guarda bene dal chiarire che, attualmente, la città è sotto la gestione dell'Anp e che tutti i cristiani stanno fuggendo, cosa che non succede nelle città israeliane.
Ortolano continua : "Fuori scorre la vivace vita del villaggio palestinese – qui in gran parte di religione cristiana – tagliato in due dall’orrendo muro in cemento, alto ben 8 metri, costruito dalle autorità israeliane per separare le zone abitate dai suoi cittadini dal resto della città.". L' 'orrendo muro di cemento' è stato costruito per difendere la popolazione israeliana dagli attentati terroristici suicidi dei palestinesi e non per 'separare le zone abitate di Betlemme dal resto della città'. Una sciocchezza simile non l'aveva mai inventata nemmeno Michele Giorgio sul quotidiano comunista.
"Pochi chilometri (e alcuni check point) separano Betlemme da Gerusalemme Est. ". Complimenti al sig. Ortolano per aver inventato una nuova città, Gerusalemme Est. E noi che credevamo che a pochi Km da Betlemme ci fosse Gerusalemme, la capitale di Israele. Poveri ignoranti, meno male che il sig. Ortolano nel suo articolo ha chiarito la confusione che alberga nella nostra mente e nella mente di tutto il resto del mondo. Ovviamente Gerusalemme Est è una città che non ha nulla a che vedere con Israele, se non per la presenza dei suoi militari: " Varcando la Porta di Damasco, l’asettico bianco dei casermoni della Gerusalemme moderna lascia il posto a profumi, odori, colori e suoni di un luogo che – nonostante le difficoltà e la presenza diffusa di militari israeliani - si mantiene vivo e genuino".
Ortolano chiarisce meglio ciò che intende per Gerusalemme Est, nel caso a qualcuno fosse sfuggito : "la città palestinese, con i vivaci mercati, il profumo delle spezie, i venditori ambulanti, il forte caffè aromatizzato e la suggestiva passeggiata sui tetti, regno di gatti avvolta dall’odore delle carni alla brace cotte nei vicoli sottostanti. Anche di notte Gerusalemme est è una città sicura".
Una città suggestiva con mercati profumati e arabeggianti e barbecue sui tetti. Una città sicura. Una città palestinese.
Rinnoviamo i complimenti al sig. Ortolano per essere riuscito a parlare della capitale di uno Stato senza mai menzionarlo nel suo articolo. Un esercizio di disinformazione e propaganda che, siamo sicuri, sarà apprezzatissimo da Mahmoud Abbas, ma anche da Hamas, dato che con poche parole ha fatto ciò che i terroristi della Striscia cercano di fare da oltre 20 anni, cancellare lo Stato ebraico dalle carte geografiche.
Non stupisce che un simile concentrato di menzogne, disinformazione e propaganda palestinese sia stato diffuso dalla rivista Consumatori della Coop. La Coop non si è mai distinta per correttezza con Israele. Ricordiamo il suo boicottaggio dei prodotti israeliani di qualche mese fa.
Invitiamo i lettori di IC a scrivere a Consumatori per chiedere se non sia il caso di offrire un corso di aggiornamento in geografia ai suoi giornalisti.
Ecco il pezzo:
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