Riportiamo dal FOGLIO di oggi, 28/12/2011, a pag. 3, l'editoriale dal titolo " Lega araba in tour ". Dal CORRIERE della SERA, a pag. 39, l'articolo di Roberto Tottoli dal titolo " L'obiettivo dei mediatori in Siria impedire una guerra di religione ", preceduto da un nostro commento.
Ecco i pezzi:
Il FOGLIO - "Lega araba in tour"
Lega Araba Bashar al Assad
CORRIERE della SERA - Roberto Tottoli : " L'obiettivo dei mediatori in Siria impedire una guerra di religione "
Roberto Tottoli
La Lega Araba, composta interamente di dittature islamiche, ha mandato i suoi osservatori a controllare la situazione in Siria. Una farsa che nemmeno i siriani hanno preso sul serio. Solo Tottoli riesce a vedere un'utilità in questa commedia. La via dell'inferno è lastricata di buone intenzioni, scambiare per seria la delegazione della Lega Araba significa semplicemente sottovalutare la situazione e permettere a Bashar al Assad di continuare a massacrare la popolazione. In Siria non c'è in atto nessuna guerra di religione. Il dittatore manda l'esercito contro la popolazione per soffocare le rivolte.
Ecco il pezzo
Il tentativo di questi giorni della Lega araba è probabilmente l'ultima possibilità politica prima di una guerra civile in Siria. Ma l'ingresso a Homs degli osservatori arabi, dopo l'ennesimo massacro e la consueta sanguinosa repressione governativa, è stato salutato da decine di migliaia di irriducibili manifestanti e da disordini e sparatorie in alcuni quartieri. Nessuno pare intenzionato a recedere dalle proprie posizioni.
Tale situazione rafforza i timori di un dissolvimento confessionale e di un confronto sanguinoso lungo i confini settari delle numerose comunità religiose che vivono in Siria. L'opposizione antigovernativa si fa forza del sostegno sunnita dei tanti disertori ai confini con la Turchia, dei manifestanti di piazza e forse, dai giorni scorsi, dell'intervento qaedista che ha rivendicato gli attentati di Damasco affermandone la loro funzione anti-sciita e anti-Iran. La politica della famiglia Al Assad, all'insegna della difesa e cooptazione delle tante minoranze religiose interne, rischia di esporle tutte quante ai desideri di rivincita della maggioranza sunnita e agli appetiti della militanza islamica internazionale. La comunità sciita alauita, a cui appartiene la famiglia Al Assad, sarà la prima a pagare la violenta repressione di questi mesi. La minoranza cristiana vive con pari apprensione il precipitare della situazione e sa che una rivincita sunnita, magari con aiuti di stampo salafita, potrebbe costare molto cara e determinarne il dissolvimento.
Con l'Iraq ai confini sul punto di esplodere in un simile conflitto con coloriture settarie e confessionali, e dove la maggioranza sciita attende la sua rivincita, la Siria può aprire un ulteriore spazio di instabilità e di sanguinosi regolamenti dei conti. E con risultati, al di là degli effetti politici inevitabili, non meno gravidi di conseguenze per gli assetti religiosi della regione: un solco sempre più profondo tra sunniti e sciiti, e la fine tragica di comunità cristiane dalle tradizioni millenarie.
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