Riportiamo dal FOGLIO di oggi, 12/11/2011, a pag. 3, l'articolo dal titolo " Agenzie dell’Onu a rischio bancarotta dopo il voto sui palestinesi". Dall'UNITA', a pag. 33, l'articolo di Umberto De Giovannangeli dal titolo " Unesco e Israele ai ferri corti. Ma Berlino sblocca i fondi", preceduto dal nostro commento.
Ecco i pezzi:
Il FOGLIO - " Agenzie dell’Onu a rischio bancarotta dopo il voto sui palestinesi"
Onu
L'UNITA' - Umberto De Giovannangeli : " Unesco e Israele ai ferri corti . Ma Berlino sblocca i fondi"

La vignetta che ha suscitato le ire dell'Unesco
Contrariamente a quanto sostengono Udg e Hanan Ashrawi, il taglio dei fondi all'Unesco non ha nulla a che vedere con la cancellazione della presunta memoria palestinese. Non ha nulla a che vedere perchè non c'è nessuna storia palestinese da ricordare. Il popolo palestinese non esiste, è un'invenzione frutto della propaganda araba contro Israele. Chi cerca di cancellare la storia ebraica sono gli arabi, da sempre aiutati dall'Unesco
Udg descrive la vignetta su Haaretz e le reazioni ddi sdegno provocate all'Unesco " Con un occhio anche alle tensioni militari fra Israele ed Iran, il caricaturista Eran Wolkowski aveva disegnato il premier Benyamin Netanyahu e il ministro della difesa Ehud Barak, in posa militarista, mentre davano le ultime istruzioni ad alcuni piloti dell’aviazione, presumibilmente in partenza per colpire gli stabilimenti nucleari in Iran. «E sulla via del ritorno - diceva Netanyahu - bombardate anche gli uffici dell’Unesco a Ramallah». ". E' evidente che la vignetta era contro Netanyahu, bastava guardare la testata sulla quale è stata pubblicata, per altro. Ma Unesco e Udg l'hanno presa molto sul serio, dimostrando, oltre a scarsa conoscenza della storia, anche scarso senso dell'umorismo.
Ecco il pezzo:
«Non gli basta espropriarci delle nostre terre. Ora mirano anche ad espropriarci della nostra memoria storica. Una memoria che si rispecchia in quei monumenti e luoghi di culto che gli “esprpriatori di memoria” vorrebbero ridurre a ruderi. E il taglio dei finanziamenti dal’Unesco è parte di questo progetto». A denunciarlo a l’Unità è una delle personalità più autorevoli della dirigenza palestinese:Hanan Ashrawi, paladina dei diritti umani nei Territori, la prima donna portavoce della Lega Araba. Siti palestinesi dienorme importanza culturale e religiosa per tutte e tre le fedi monoteiste, come la Chiesa della Natività a Betlemme, e la Moschea di Abramo e la Tomba dei Patriarchi a Hebron (al-Khalil per i palestinesi), e luoghi di alto valore naturalistico come il Mar Morto, che attualmente versano in condizioni di profondo degrado, potranno essere meglio protetti grazie all’ingresso della Palestina nell’Unesco. Protetti ma non sottratti all’incuria del tempo. Perché i finanziamenti tagliati all’agenzia dell’Onu.
MONUMENTI E MEMORIA
Attacco alla memoria collettiva significa, in questo caso, che Betlemme sarebbe stato uno dei siti tutelati, dopo l’ingresso della Palestina nell’Unesco. Ora la decisione degli Usa di tagliare i fondi, mette a serio rischio questa tutela. Il popolo palestinese, come ogni altro popolo del mondo, ha il diritto di preservare la propria storia e il proprio patrimonio culturale, senza discriminazioni odiose o esclusioni dettate da ragioni politiche. Ed è proprio questa la funzione dell’Unesco: proteggere e salvaguardare la dignità di tutte le culture. Per gli anni 2012-2013 l’Unesco dovrà far fronte ad un deficit di 143 milioni di dollari. Il rischio è quello di un effetto a catena: dopo Usa e Israele, altri Paesi potrebbero venir meno al loro impegno verso l’Unesco. Un segnale di speranza è venuto da Berlino: al contrario di quanto si era ventilato, il governo tedesco continuerà a pagare il proprio contributo all’Unesco anche dopo il riconoscimento della Palestina come membro dell’organizzazione delle Nazioni Unite. La maggioranza di centrodestra che sostiene la cancelliera Angela Merkel ha deciso di ritirare la disposizione che avrebbe bloccato il finanziamento previsto per il prossimo anno. Lo ha comunicato ieri alla Dpa Herbert Frankenhauser, politico responsabile del bilancio presso il ministero degli Esteri.
SARCASMO
Dai fondi negati alle vignette pesanti. La pubblicazione di una vignetta umoristica sul quotidiano Haaretz ha destato nei vertici dell’Unesco un allarme tale che un suo dirigente ha convocato con urgenza l’ambasciatore di Israele per consegnargli una protesta formale a nome della direttrice generale, Irina Bokova. La vignetta è stata pubblicata il 4 novembre, dopo che Israele aveva approvato una serie di misure di protesta per la inclusione della Palestina nell’Unesco. Con un occhio anche alle tensioni militari fra Israele ed Iran, il caricaturista Eran Wolkowski aveva disegnato il premier Benyamin Netanyahu e il ministro della difesa Ehud Barak, in posa militarista, mentre davano le ultime istruzioni ad alcuni piloti dell’aviazione, presumibilmente in partenza per colpire gli stabilimenti nucleari in Iran. «E sulla via del ritorno - diceva Netanyahu - bombardate anche gli uffici dell’Unesco a Ramallah». Ai vertici dell’Unesco - scrive ieri Haaretz - il disegno non ha provocato la minima ilarità. «Quella vignetta - è stato detto all’ambasciatore di Israele, Nimrod Barkan - mette in pericolo le vite del nostro personale, che sono diplomatici disarmati. È vostro preciso dovere proteggere la loro incolumità ».
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