Riportiamo dal FOGLIO di oggi, 05/08/2011, a pag. 3, l'editoriale dal titolo " L’Oronte insanguinato ". Dalla STAMPA, a pag. 16, l'articolo dal titolo " Assad apre ai partiti. Ancora morti ad Hama ".
Ecco i pezzi:
Il FOGLIO - " L’Oronte insanguinato "
La STAMPA - " Assad apre ai partiti. Ancora morti ad Hama "
Bashar al Assad
Mentre ad Hama, la città simbolo della rivolta contro il regime, continuano le uccisioni di civili, il presidente Bashar al-Assad a Damasco vara una legge sul multipartitismo. Novità che potrebbe scardinare il monopolio del partito Baath, ma che è stata accolta con scetticismo dai manifestanti, dagli Stati Uniti e dall’Unione europea. E se la Casa Bianca tramite il portavoce Jay Carney - non fa ormai mistero «di pensare al giorno dopo», perché «la Siria sarà un posto migliore senza Assad» e Hillary Clinton lo ritiene senza legittimità per le repressioni nel sangue, a stupire è il presidente russo Dmitri Medvedev: «Senza riforme concrete, rischia un triste destino».
Proprio mercoledì sera la Russia, con Brasile, Cina, India e Sudafrica, era riuscita ad ottenere una dichiarazione (dunque non una - più forte - risoluzione) del Consiglio di sicurezza dell’Onu. Certo c’era la richiesta di «fine immediata delle violenze», ma si rivolgeva «a tutte le parti», domandando di risparmiare gli edifici pubblici, dunque di regime.
Mosca è da sempre contraria all’interferenza occidentale nel mondo arabo e critica, per esempio, duramente la campagna Nato in Libia. A giugno Medvedev fece sapere che non appoggerebbe una risoluzione del Consiglio di sicurezza per un intervento diretto. E in un certo senso la diplomazia dei giorni scorsi andava in questa direzione. Ma davanti al crescere dei morti e della pressione internazionale neppure Mosca può tacere.
Perché il clima in Siria è terribile. Ad Hama alcune organizzazioni denunciano 150 morti da domenica e 30 ieri. Le comunicazioni sono rese difficili dai militari per ostacolare i rivoluzionari. Niente luce, telefoni e internet per vietare tra l’altro i social network con cui comunicano i più giovani. E solo per fare un esempio pure il portiere della nazionale, Mosab Bahlous, è stato arrestato per complottismo.
Il ministro degli Esteri italiano franco Frattini, dopo aver richiamato il nostro ambasciatore e congelato progetti per 50 milioni, ieri ha invitato i colleghi europei a fare altrettanto.
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