ANSA/ RAZZISMO: FRATTINI, ITALIA NON SARÀ A CELEBRAZIONI DURBAN EVENTO A SETTEMBRE A NY, NON SUPERATI RIFERIMENTI ANTI-ISRAELE (ANSA) -
ROMA, 22 LUG - L'Italia si sfila dalle celebrazioni per il decennale di Durban, quella conferenza sul razzismo del 2001 in Sudafrica dove emersero profonde divisioni su antisemitismo, colonialismo e schiavitù, soprattutto per i riferimenti in chiave anti-Israele.
«Non esistono le condizioni minime per partecipare all'evento commemorativo», ha fatto sapere oggi il capo della diplomazia italiana, Franco Frattini, annunciando che il nostro paese non ci sarà.
Una decisione, quella italiana, che segue una analoga presa di posizione già annunciata dagli Usa e il voto contrario, a dicembre scorso, ad una risoluzione Onu per la convocazione dell'evento, in programma a New York il 22 settembre prossimo in coincidenza con l'Assemblea Generale Onu.
«Da tempo l'esercizio noto in ambito Onu come 'processo di Durban' suscita le nostre riserve» ha spiegato in una nota il titolare della Farnesina ricordando che quella conferenza - che porta il nome della città sudafricana in cui si svolse - «è stata negli anni oggetto di strumentalizzazioni politiche per trasformarla, da foro di dibattito e coordinamento dell'azione internazionale contro il razzismo, la discriminazione e la xenofobia, in una tribuna d'accusa contro Israele».
L'Italia già nel 2009 decise, insieme ad altri paesi occidentali e dell'Ue, di non partecipare a Durban 2, l'incontro per la revisione della prima conferenza e in queste settimane - precisa Frattini - «ci siamo mossi, con i partners Ue più vicini alle nostre sensibilità, per cercare di evitare le derive» anti-Israele registrate nelle conferenze del 2001 e del 2009».
Ritenendo «inaccettabile ogni collegamento assiomatico tra difesa di Israele del proprio diritto ad esistere come Stato e razzismo», spiega Frattini, era stato chiesto che il documento finale riconoscesse «esplicitamente che riferimenti fatti in passato nell'ambito del processo di Durban alla specifica situazione mediorientale» non facessero «parte dell'impegno internazionale contro la discriminazione razziale».
Ma a qualche settimana all'evento, questa richiesta non pare venga «accolta» e quindi «ritengo che non sussistano le condizioni minime» per partecipare» alla celebrazione, precisa il ministro.
L'Italia dunque, ribadendo «l'impegno contro il razzismo e contro tutte le forme di intolleranza e discriminazione» e continuando a «considerare la cooperazione internazionale in questo settore come uno dei principali strumenti per migliorare la protezione e promozione dei diritti umani nel mondo», non parteciperà all'evento di New York.
Nella conferenza di Durban, tra fine agosto e inizio settembre 2001, emersero profonde divisioni sull'antisemitismo, il colonialismo e la schiavitù. In particolare Usa ed Israele lasciarono la conferenza denunciandone i toni antisemiti ed antisraeliani.
Anche Durban II, nell'aprile 2009, registrò l'abbandono di Usa ed Israele ma anche di numerosi altri paesi, tra cui l'Italia, per le stesse ragioni. I passaggi controversi di quella dichiarazione - passato alla storia come 'Documento e Piano d'azione di Durban'- erano stati quelli in cui era stata chiamata in causa, direttamente o indirettamente, l'asserita politica egemonica ed espansionistica di Israele in Palestina. Tra questi - solo a titolo di esempio - quello in cui si manifestava «inquietudine» per «l'aumento delle pratiche razziste del sionismo e dell'antisemitismo in parecchie regioni del mondo». E, ancora, per «la discriminazione razziale che i palestinesi subiscono nei territori arabi occupati».(ANSA).
Commento di Fiamma Nirenstein:
Per inviare a Ansa la propria opinione, cliccare sulla e-mail sottostante.
redazione.internet@ansa.it