Riportiamo da REPUBBLICA di oggi, 14/07/2011, a pag. 17, l'articolo di Valeria Fraschetti dal titolo " Mumbai, attacco al cuore dell´India, tre bombe tra la folla: almeno 20 morti ". Dal FOGLIO, in prima pagina, l'articolo dal titolo " Le bombe di Mumbai aprono piste pachistane pericolose per Obama".
Ecco i due articoli:
La REPUBBLICA - Valeria Fraschetti : " Mumbai, attacco al cuore dell´India, tre bombe tra la folla: almeno 20 morti "
Tre forti esplosioni e l´India ripiomba nel terrore. Lo scoppio di tre ordigni nell´arco di quindici minuti scaraventa il Paese indietro di tre anni, nel panico di quel 26 novembre del 2008 in cui una serie di attacchi simultanei uccise 170 persone. Anche se il bilancio, provvisorio, delle vittime appare inferiore (a tarda sera era di oltre 20 morti) e i mezzi usati assai più rudimentali, il terrorismo torna a colpire il gigante indiano nella città simbolo, e nel quartiere più vitale.
«È un nuovo attacco contro Mumbai, il cuore dell´India», commenta Prithivraj Chavan, il governatore dello stato del Maharashtra (di cui Mumbai è capitale), mentre le ambulanze corrono verso gli ospedali per trasportare gli oltre cento feriti della giornata. Barack Obama da Washington pronuncia parole di forte condanna per «gli atroci attentati».
Mumbai di nuovo colpita. Come nel 1993, quando le bombe sui treni fecero 260 morti. Come nel 2006, nel 2008. E ogni volta l´attentato avviene nell´ora di punta, per colpire il maggiore numero di persone. Alle 18.50 esplode il primo ordigno vicino all´Opera House, l´elegante edificio costruito dall´impero britannico e oggi circondato dal mercato di diamanti della città: una delle aree più affollate della metropoli, che conta 17 milioni di abitanti. La seconda carica esplosiva, invece, devasta un altro simbolo della capitale economica, il Zaveri Bazaar, il mercato dell´oro più grande dell´India. Il terzo ordigno devasta la stazione di Dadar, più a nord, affollata di pendolari.
Esplosioni coordinate: «Un attacco terroristico», si affretta a commentare il ministro degli Interni Palniappan Chidambaram. Che innalza l´allerta nel Paese. Ma sta ben attento a non puntare il dito neanche allusivamente contro il nemico di sempre, il Pakistan: da dove venivano anche i dieci terroristi di Lashkar-e-Toiba che nel 2008 assaltarono con kalashnikov due hotel di lusso.
Non ci sono ancora elementi per dire che anche stavolta a colpire l´India a maggioranza indù sia stato un gruppo islamista pachistano. Non ci sono rivendicazioni. E anche solo un insinuazione da parte di Nuova Delhi provocherebbe rischiose scintille con Islamabad, visto che i rapporti restano tesissimi. E aumenterebbe ancor più la diffidenza di Washington verso l´alleato pachistano. Che ha condannato prontamente la tragedia poco prima che Obama porgesse il suo «aiuto all´amico indiano» per catturare i colpevoli. Del resto, gli ordigni di ieri, nascosti forse dentro moto e auto, erano artigianali, a media intensità come quelli usati dai Taliban in Afghanistan. L´attentato non ha riprodotto l´atroce spettacolarità di tre anni fa. Per questo c´è chi, come il think tank Stratfor, sostiene che sia opera di un gruppo locale come i Mujaheddin indiani, già accusati di altri attentati e di ricevere supporto dal Pakistan. Di certo, però, c´è che ieri era il compleanno di Ajmal Kasab, l´unico terrorista sopravvissuto nel 2008 e detenuto in India: e qualcuno potrebbe aver voluto lanciare un messaggio alle due potenze atomiche che stanno timidamente ricucendo i rapporti.
Il FOGLIO - "Le bombe di Mumbai aprono piste pachistane pericolose per Obama"
Barack Obama
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