Il diritto di critica dell'attuale premier israeliano è sacrosanto, così come è sacrosanto il diritto di critica dell'attuale premier italiano. A mio modesto avviso, per esempio, entrambi rappresentano un esempio di cattiva politica. Non riconoscere il diritto di critica del governo israeliano o, peggio, considerarlo segno di odio verso Israele come Stato, non è corretto: così si rischia di fare il gioco degli odiatori di Israele, vale a dire di tutti gli intolleranti e antisemiti di ogni risma che negato il suo diritto di esistere come Stato.
José Mottola
***********************
È stato un bene che, sommersi dalla notizia dei referendum, i giornali abbiano seguito poco l'incontro tra Berlusconi e Netanyahu. Io ho provato infinita vergogna e imbarazzo per il mio paese quando il Premier Israeliano si è sfilato le cuffie gettandole vistosamente mentre B. pronunciava la parola Bunga Bunga, e poi proseguiva imperterrito nel suo usuale sproloquio privo di qualsiasi senso di rispetto per la statura dell'ospite, per il suo ruolo, per i cittadini che dovrebbe rappresentare, per il quadro che stava violentando, mentre Netanhyahu era senza cuffie e sospirava sorridendo. Avrà imparato a sue spese che non è il caso di chiedere a B. una notizia sull'arte del suo stesso paese. Io comprendo la vostra posizione: di fronte ad una sinistra così assurdamente antisemita come quella italiana buttarsi a destra può sembrare l'unica strada, come ha così brillantemente scritto la Nierenstein già da un decennio. Ma non potete difendere B., che è un personaggio di statura talmente bassa, che non potrà mai essere un valido sostegno.
Luca
**************************
In merito all'incontro dei nostri presidenti, vorrei ricordare il bellissimo articolo di Deborah Fait del 04/02/2010 "Non siamo piu' un piccolo paese di merda" ogni volta che lo rileggo, mi commuovo, questa è vera amicizia, Sarò controcorrente, ma anche in questi momenti di grande difficoltà, sono orgoglioso del Presidente Berlusconi, che non rinnega la sua grande amicizia e lealtà verso il Presidente Nethanyahu e il popolo d'Israele. E sono commosso e riconoscente, che il presidente Israeliano, nonostante tutto, riconfermi la sua speciale amicizia. Solo dolore per gli attacchi dei sinistri, non si puo' solo odiare. Un forte abbraccio, a DeboraH Fait e a Fiammetta Nirenstein ingiustamente attaccata dai soliti giornali.
ISRAELE PER SEMPRE.
Roberto Gabrieli
******************************