Riportiamo da REPUBBLICA di oggi, 03/05/2011, a pag. 18, l'articolo di Cristina Nadotti dal titolo "Siria, raid porta a porta a Dera´a. Decine di morti nella città sotto assedio", preceduto dal comunicato di Fiamma Nirenstein dal titolo " Siria, presentata interrogazione su repressione in atto ".
Ecco i pezzi:
Fiamma Nirenstein - " Siria, presentata interrogazione su repressione in atto"
Fiamma Nirenstein
La REPUBBLICA - Cristina Nadotti : "Siria, raid porta a porta a Dera´a. Decine di morti nella città sotto assedio "
Bashar al Assad
L´esercito va di porta in porta, arresta ragazzini e donne, stringe d´assedio le città della rivolta siriana. Il pugno di ferro di Bashar Al Assad continua ad abbattersi sui manifestanti che scendono in piazza ogni giorno per chiedere riforme. Ieri i soldati hanno preso saldamente il controllo della città simbolo di Dera´a dopo averne percorso le strade con i carri armati e aver sparato sui manifestanti. Secondo attivisti dell´opposizione e alcuni testimoni che sono riusciti a rifugiarsi in Giordania i morti sono stati decine e dopo essersi assicurati il controllo della città i soldati sono andati casa per casa per arrestare i giovani. Al tempo stesso il governo prova a far leva sulla delazione per rafforzare la repressione e propone un´amnistia a chi si consegnerà e fornirà informazioni sui leader delle proteste. Domenica sera il ministero dell´Interno si è rivolto ai «cittadini traviati» offrendo «esenzione da punizioni, ripercussioni legali e processi» in cambio «delle armi e di informazioni importanti per le autorità».
La sincerità dell´offerta di amnistia è però messa in dubbio dall´ondata di arresti, fino a 600 secondo gli attivisti per i diritti umani, fatti dalle autorità in tutto il Paese nelle ultime 48 ore. È tornata in prigione Diana Jawabra, tra le promotrici della rivolta per denunciare le violenze di Dera´a, già arrestata subito dopo le prime proteste, a metà marzo, e poi rilasciata lo scorso 27 marzo. La donna, 39 anni, è stata portata via da agenti che hanno fatto irruzione nella sua casa di Damasco con fucili d´assalto. Poco lontano, sempre nella capitale, centinaia di donne stavano manifestando in solidarietà con la popolazione di Dera´a, dove l´esercito impedisce anche l´arrivo di viveri. «Togliete l´assedio ai bambini di Dera´a» si leggeva sui cartelli delle manifestanti, e «noi non siamo integraliste, non facciamo niente di male e non violiamo la Costituzione. Manifestare è un diritto legittimo». Un´attrice, Fadwa Souleimane, ha raccontato all´agenzia di stampa France Presse che la polizia ha disperso il corteo con la forza e arrestato alcune donne, tra le quali, dopo averle distrutto la macchina fotografica, una giornalista siriana. Una corrispondente della tv Al Jazeera risulta dispersa da venerdì e l´emittente ha messo la sua fotografia sul sito con la scritta: «Ridateci la nostra giornalista».
In carcere, secondo le organizzazioni per i diritti umani, sono finiti scrittori (tra cui Omar Khoush, fermato senza motivo all´aeroporto al suo rientro nel Paese dalla Turchia) intellettuali e avvocati come Abdallah Khalil, portato via dal palazzo di Giustizia della sua città, Raqqa. Kahlil nel 2007 aveva criticato apertamente Assad per aver svolto un referendum senza opposizioni e da tempo cercava di perseguire legalmente corruzione e malgoverno nella sua provincia. Secondo gli attivisti la sanguinosa repressione di Assad comincia però a scuotere le coscienze di alcuni membri del regime e ci sarebbero anche alcune defezioni tra i soldati, punite, per altro, in modo altrettanto feroce.
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