Riportiamo da LIBERO di oggi, 19/02/2011, a pag. 1-16, l'articolo di Carlo Panella dal titolo " Prima di cadere Gheddafi farà una strage". Dal CORRIERE della SERA, a pag. 12, l'articolo di Cecilia Zecchinelli dal titolo "La Libia è in fiamme. Oltre 40 i morti Bengasi in mano ai ribelli ".
LIBERO - Carlo Panella : " Prima di cadere Gheddafi farà una strage "
Carlo Panella
CORRIERE della SERA - Cecilia Zecchinelli : " La Libia è in fiamme. Oltre 40 i morti Bengasi in mano ai ribelli "
Muhammar Gheddafi
Bengasi è in mano ai ribelli, la Cirenaica intera è insorta, in Libia l’emergenza è altissima come mai era stata nei 41 anni di potere assoluto di Muammar Gheddafi. E mentre i morti aumentano, almeno una quarantina, l’ipotesi che il Colonnello possa seguire le sorti di Ben Ali e Mubarak non è più surreale. Ma il rischio che per sedare l’intifada si arrivi a una repressione ancor più brutale sta intanto crescendo. Difficile avere notizie precise da un Paese privo di media che non siano di Stato, del tutto blindato a quelli stranieri, senza società civile. Ma dal network dei dissidenti creato su Internet, Twitter, in contatto con le tv arabe e gli esuli sempre più attivi trapelano sviluppi drammatici. A Bengasi, seconda città del Paese e da sempre ribelle, i funerali ieri di 13 vittime del giorno prima, tutte morte per colpi di armi da fuoco, sono stati seguiti da decine di migliaia di persone, gli avvocati continuavano intanto il sit-in di fronte al tribunale. Poi sono ricominciati gli scontri: i primi erano stati mercoledì, giovedì erano proseguiti nel «Giorno della Rabbia» . Ieri la sede della radio e tv è stata assaltata e conquistata, in parte bruciata. Dai microfoni sono arrivati i primi messaggi: «Il mondo ci aiuti contro il criminale Gheddafi e i suoi mercenari» , ha detto una voce, accennando alle «truppe» africane che non parlano arabo mandate in città con i soldati. «Questa è una rivoluzione araba, non solo libica» , ha continuato. Alcuni carri armati sono stati attaccati, gli equipaggi sconfitti. Nel carcere di Kufeiya, alla periferia, una rivolta ha portato alla fuga di mille e più detenuti, sei sono stati poi trovati morti. «Tutte le grandi rivolte in Libia sono iniziate in questa città, che ormai mi risulta completamente in mano agli insorti come l’intero Est del Paese— dice al Corriere nella notte da Beirut Mahmoud Shammam, esule libico, direttore di Foreign Policy in arabo ed ex capo di Newsweek in arabo —. E’ la classica Intifada contro la corruzione, la repressione, la miseria di un Paese che ha il 30%di disoccupati nonostante il petrolio, senza futuro né libertà. Tutte le tribù sono contro Gheddafi, e islamisti, marxisti o filo-americani non c’entrano. E’ la nuova classe media che chiede un Paese migliore come in Egitto e in Tunisia» . Il bollettino di guerra intanto si allunga. A Tobruk, verso l’Egitto, le sedi del potere sono state distrutte e date alle fiamme, demolito un enorme monumento al Libro Verde del Colonnello. «Il regime non controlla più niente nemmeno a Igdabie» , ha dichiarato l’attivista Ikraim Ziad. Sotto controllo dei manifestanti è Derna, gli edifici pubblici incendiati, i poliziotti scappati sui tetti, uno salvato in extremis dal linciaggio. A Cirene l’aeroporto è stato occupato, impossibile atterrare per le truppe mandate dalla capitale. Perfino Beida nelle ultime ore sarebbe stata liberata: era rimasta isolata per due giorni, occupata dalle forze speciali al comando di Khamis Gheddafi. Con Bengasi è qui che ci sono stati più morti, anche tra le forze dell’ordine: due poliziotti ieri sono stati impiccati dalla popolazione. I media di Stato intanto ignorano o minimizzano quanto sta accadendo, a Tripoli il regime palesa dimostrazioni di sostegno. «Ma Gheddafi in passato portava folle oceaniche in piazza per lui, ora poche centinaia — continua Shammam —. E’ in difficoltà e può certo cadere, ma è un pazzo disposto a tutto perché non succeda. Temo un massacro, a meno che anche l’Ovest si sollevi, e la comunità internazionale, Italia in primis, smetta di farsi comprare dal nostro denaro che lui solo amministra e dispensa» .
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