Riportiamo dalla STAMPA di oggi, 18/01/2011, a pag. 12, l'articolo di Claudio Gallo dal titolo " In Libano la politica dei giudici ", preceduto dal nostro commento. Dal FOGLIO, a pag. 3, l'editoriale dal titolo " Degenerazione diplomatica ", un titolo quanto mai azzeccato.
Ecco i pezzi:
La STAMPA - Claudio Gallo : " In Libano la politica dei giudici "
L'articolo di Claudio Gallo sul tribunale Hariri sembra scritto da Hezbollah.
" In funzione sostanzialmente dal 2005 il Tribunale si è distinto per le sue indagini ambigue e pasticciate. Con i fascicoli depositati all’Aja il nuovo procuratore Bellemare cerca di dare una svolta a sei anni di imbarazzi. Vedremo". Gallo mette in dubbio la capacità del tribunale di produrre delle sentenze credibili. Condivide forse le tesi di Hezbollah che sostiene che il risultato dell'inchiesta non è credibile perchè sarebbe pilotato da Usa e Israele?
Che cosa ne pensa Mario Calabresi, direttore della Stampa, del fatto che un suo giornalista diffonda le tesi di Hezbollah, partito armato libanese inserito dagli Usa nella lista delle associazioni terroristiche?
Ecco il pezzo:
Hezbollah
Il tempo della crisi libanese è scandito da diversi orologi. Uno è quello del Tribunale speciale dell’Onu per il Libano (Stl) che deve stabilire chi ha ucciso il premier Rafiq Hariri nel 2005. Ieri il procuratore belga Daniel Bellemare ha depositato all’Aja il fascicolo con le incriminazioni. Il momento è cruciale perché il governo di Beirut, guidato dal figlio di Hariri, è caduto proprio a causa dello scontro sul tribunale con Hezbollah e i suoi alleati. Il partito sciita sa (i fascicoli «segreti» sono stati ampiamente anticipati dai media) che sul banco degli imputati ci saranno alcuni dei suoi leader e ha sostenuto che l’Stl è «uno strumento politico nelle mani dell’America e di Israele». In funzione sostanzialmente dal 2005 il Tribunale si è distinto per le sue indagini ambigue e pasticciate. Con i fascicoli depositati all’Aja il nuovo procuratore Bellemare cerca di dare una svolta a sei anni di imbarazzi. Vedremo: il magistrato per le udienze preliminari dovrà decidere il rinvio a giudizio. In tal caso i nomi degli imputati si potrebbero conoscere a fine febbraio.
L’orologio della crisi politica è invece fermo. Il presidente Suleiman ha deciso di rinviare di una settimana le consultazioni politiche che dovevano cominciare ieri. Beirut respira in queste pause. Fin dalla scorsa settimana la formazione del nuovo esecutivo è sembrata una questione internazionale. Stati Uniti, Francia, Arabia Saudita, Lega Araba, Siria, Iran hanno spiegato al Libano volta per volta come il suo interesse nazionale stesse nell’adesione alle loro politiche internazionali. Il paese è tornato a essere il teatro di uno scontro di forze localmente incontrollabili (ma quando mai ha smesso?). Attivissima l’ambasciatrice americana Maura Connelly che ha incontrato il deputato cristiano Nicolas Fattoush per esprimergli l’appoggio Usa al governo (ad interim) di Hariri e al Tribunale speciale. Il ministro degli Esteri Ali al-Shami ha protestato per «interferenze nelle nostre questioni interne».
A intorbidire la situazione stanno uscendo vecchi nastri che catturano Saad Hariri mentre incontra uno dei falsi testimoni su cui il Tribunale aveva costruito il suo teorema siriano. Hariri aveva giurato non averlo mai incontrato.
Il FOGLIO - " Degenerazione diplomatica "
Recep Erdogan
Per inviare la propria opinione a Stampa e Foglio, cliccare sulle e-mail sottostanti
direttore@lastampa.it; lettere@ilfoglio.it