Shemuel Yosef Agnon, Appena Ieri 27/12/2010
Autore: Giorgia Greco

Appena Ieri                                        Shemuel Yosef Agnon
Traduzione di Elena Loewenthal
Einaudi                                                   Euro 32

Il sionismo fin dal primo ‘900 cambiò totalmente la letteratura ebraica che dai temi dell’oppressione diasporica passava a quelli della costruzione di un futuro nazionale. Agnon, che immigrò in Palestina nel 1907, rappresenta e sopravanza tutta questa tendenza: la rappresenta quando sceglie l’ebraico (e non l’yiddish, pur essendo nato in Galizia nel 1888) e la tematica della “Terra d’Israele” (che chiama già così); la sopravanza quando, come nota Yehoshua nella prefazione, “stabilisce una complessa dialettica fra l’antica cultura ebraica e le tensioni della modernità”, dando spazio all’interiorità e all’ironia. Appena ieri, uno dei suoi amatissimi capolavori, ruota intorno a un protagonista classico per Agnon, un sognatore perdente della seconda alyah (l’immigrazione tra il 1904 e il ’14). Il plot si muove tra due poli e due donne: Jaffa, la futura Tel Aviv, con i suoi abitanti emancipati, e la religiosa Gerusalemme che finisce per “conquistare il nostro eroe” (accompagnato a lungo da un cane pensante!) avviandolo a un “destino” triste e sorprendente.


Susanna Nirenstein
R2 Cult – La Repubblica