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La Turchia arriva al Vertice Nato di Lisbona sul piede di guerra. La delegazione della Mezzaluna sarà guidata dal presidente della Repubblica Abdullah Gul, che ha alle spalle una solida esperienza come ministro degli Esteri. L'obiettivo più ambizioso del summit è la creazione di uno scudo anti-missile di difesa. Un progetto che secondo molti, viste le premesse della vigilia, rischia di saltare. Sono due gli aspetti su cui l'esecutivo islamico-moderato guidato da Recep Tayyip Erdogan sta lavorando. Il primo è che fra i Paesi nemici da cui la Nato deve difendersi non siano menzionati la Siria e soprattutto l'Iran, con cui la Turchia mantiene eccellenti quanto chiacchierate relazioni. Il secondo riguarda il ruolo che la Mezzaluna dovrebbe ricoprire all'interno del progetto stesso, che secondo il premier Erdogan dovrebbe essere di primo piano, considerato che uno dei radar potrebbe essere installato proprio sul suolo turco. La stampa turca parla di «vertice critico». Il quotidiano Radikal, ottimista, prevede una conclusione positiva dell'incontro e lo ritiene un'occasione preziosa per riallineare Ankara a Ovest, facendole riguadagnare piena credibilità di fronte ad alleati chiave come Usa ed Unione Europea, dopo le tensioni ormai all'ordine del giorno con Isreale e le accuse di guardare troppo verso Oriente.
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