Riportiamo dal FOGLIO di oggi, 19/10/2010, in prima pagina, gli articoli titolati " Un’altra base segreta salta in aria tra le montagne dell’Iran " e " Voto di scambio". Da REPUBBLICA, a pag. 19, la breve dal titolo " Tre calciatori iraniani baciano una tifosa: rischiano carcere e frustate ".
Il FOGLIO - " Voto di scambio"
Nouri al Maliki
Baghdad. Ecco che i dettagli sul patto segreto per decidere chi sarà il prossimo primo ministro in Iraq stanno finalmente venendo allo scoperto. A scriverlo non sono state le potenze occidentali, America e Gran Bretagna, che hanno sacrificato vite di soldati e investito risorse per creare una democrazia a Baghdad al posto del regime di Saddam Hussein. La stesura di quelle clausole è invece avvenuta – secondo Martin Chulov, inviato inglese del Guardian in Iraq che sta facendo un lavoro infernale di corrispondenze quasi quotidiane – a oriente, a Qom, città santa degli sciiti iraniani. Il patto dice così: il primo ministro uscente, Nouri al Maliki, sarà di nuovo primo ministro, e non conta che abbia ricevuto meno voti dello sfidante Iyyad Allawi; quello che conta è che uno sciita sia primo ministro: deve però rinunciare al legame con Washington e abbracciare Teheran. I numeri che gli mancavano, e che impedivano a Maliki di prevalere, ora ce li metterà il suo ex peggior nemico, il fanatico religioso Moqtada al Sadr. Le richieste di Sadr sono eccezionali: il controllo di sette ministeri nel prossimo esecutivo – quando sarà finalmente nominato – la vicesegreteria del governo, un vice piazzato in tutte le agenzie di sicurezza (sarebbe inaudito, considerato che gli uomini di Sadr “sono” il problema di sicurezza), centomila posti statali assegnati a sadristi. I mediatori del patto sono stati il generale dei Guardiani della rivoluzione iraniani, Qassim Suleimani, che dirige per conto del regime tutte le interferenze iraniane in Iraq, sia militari sia politiche; il leader di Hezbollah, lo sceicco Hassan Nasrallah, che da Beirut ha dato la sua benedizione ma in cambio vuole vedere cessare ogni influenza americana in Iraq; il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad, che ha convinto il suo alleato siriano, il perplesso Bashar el Assad, poco amico di al Maliki – che infine si è rassegnato (“Gli iraniani vogliono lui. E Maliki sia”, avrebbe detto al suo staff). Sistemato il dossier Baghdad, Teheran pensa all’altro vicino, Kabul. Ieri all’incontro internazionale del gruppo di contatto sull’Afghanistan, ospitato a Roma, a Villa Madama, c’era anche per la prima volta il delegato iraniano, assieme agli americani David Petraeus e Richard Holbrooke. “L’Iran è troppo importante per poterlo escludere”, sintetizza il delegato italiano, Massimo Iannucci.
Il FOGLIO - " Un’altra base segreta salta in aria tra le montagne dell’Iran"
La REPUBBLICA - " Tre calciatori iraniani baciano una tifosa: rischiano carcere e frustate "
TEHERAN - Tre calciatori iraniani rischiano l´arresto per avere baciato una loro tifosa che li aveva avvicinati, contravvenendo così alle rigide regole islamiche vigenti nel Paese. Lo scrive il sito Rajanews, senza citare i nomi degli interessati, la loro squadra o la fonte da cui ha avuto la notizia. «Mandati d´arresto sono stati emessi nei confronti dei tre per il loro comportamento anti-islamico», scrive il sito, aggiungendo che l´episodio è avvenuto nell´aeroporto di una città iraniana. In base alla legge in vigore fin dalla rivoluzione islamica del 1979, chi viola il divieto di contatti fisici tra uomini e donne può essere condannato a una multa, alla reclusione o a un certo numero di frustate. Nel 2003 un´attrice, Gohar Kheyr Andish, fu condannata a 74 frustate per avere baciato sulla fronte un giovane regista mentre lo premiava in un festival. Una decina di anni prima un popolare presentatore tv, Mahmud Shahriari, era stato sospeso per tre anni perché in un video privato girato al matrimonio di suo fratello e finito nelle mani della polizia lo si vedeva baciare sulle guance la cognata per farle gli auguri.
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