Riportiamo dal FOGLIO di oggi, 17/08/2010, a pag. 3, l'editoriale dal titolo " I Giochi crudeli dell’Iran". Da REPUBBLICA, a pag. 17, l'articolo di Vanna Vannuccini dal titolo " La sfida di Teheran al mondo: un nuovo sito per arricchire uranio ".
Ecco gli articoli:
Il FOGLIO - " I Giochi crudeli dell’Iran"
L'atleta israeliano Gili Haimovitz
La REPUBBLICA - Vanna Vannuccini : " La sfida di Teheran al mondo: un nuovo sito per arricchire uranio "
L´Iran resta in rotta di collisione con l´Occidente. Senza lasciarsi impressionare dalle recenti sanzioni dell´Onu e da quelle ancora più dure decise dall´Unione europea, Teheran ha annunciato ieri che la costruzione di un terzo impianto per l´arricchimento dell´uranio avrà inizio a marzo. Il capo dell´agenzia atomica iraniana Ali Akbar Salehi non ha dato indicazioni sulla località scelta per il nuovo sito. Finora l´Iran arricchisce l´uranio - che serve come combustibile nucleare ma può anche essere usato, se arricchito a livelli più elevati, per costruire armi atomiche - in un impianto sotterraneo a Natanz, a sud di Teheran. Un secondo impianto è in costruzione in un bunker sotto una collina che è ben visibile, seppur inaccessibile, dall´autostrada che da Qom porta alla capitale. Sarà terminato, ha detto il governo iraniano, entro la fine dell´anno e ospiterà 3000 centrifughe.
A febbraio Salehi aveva avvertito l´Aiea, l´agenzia dell´Onu per l´energia nucleare, che entro un anno l´Iran avrebbe costruito dieci impianti di arricchimento. L´Iran sostiene di aver bisogno rapidamente dei dieci impianti per produrre energia nucleare e per il reattore sperimentale che possiede per produrre materiale per la medicina nucleare. Complessivamente Teheran intende avere entro quindici anni venti impianti. Per cinque, sempre secondo Salehi, sono già stati individuati i siti di costruzione.
In realtà Teheran non possiede ancora nessuna centrale atomica, salvo il reattore sperimentale per la produzione di materiale medico. L´annuncio, pochi giorni fa, che in agosto diventerà operativa la centrale di Bushehr sul Golfo Persico, gestita dai russi sotto il monitoraggio dell´Aiea, aveva fatto pensare che la Russia, dopo innumerevoli rinvii, avesse deciso di mettere in funzione quella centrale per togliere agli iraniani il pretesto di sostenere che hanno un bisogno immediato di energia nucleare per produrre elettricità.
Intanto, le sanzioni decise dall´Onu il 9 giugno scorso stanno già avendo effetti pesanti sull´economia iraniana, ma Teheran fa finta di niente. Ahmadinejad le ha definite «innocue».
L´Iran continua ad affermare di essere nel proprio diritto di arricchire l´uranio, in quanto firmataria del Trattato di non proliferazione, e giura che il programma non ha alcun fine militare. Un´asserzione che pare poco credibile all´Occidente. Anche ammettendo che un paese che ha enormi riserve di petrolio e di gas come l´Iran (è il quarto produttore mondiale di greggio e il secondo di gas nel mondo) possa avere buone ragioni per utilizzare l´energia atomica, la fretta con cui Teheran lavora al programma lascia pensare che soprattutto veda nel possesso della bomba, o almeno di quella che gli esperti chiamano la break out option (la capacità di costruirla rapidamente), un modo per giocare politicamente in serie A, come il Pakistan l´India o la Cina. Molti anche in Iran temono tuttavia che il possesso di armi nucleari potrebbe dare un duro colpo alla Repubblica islamica se Israele o gli Stati Uniti decidessero di attaccare.
L´Occidente teme anche che l´esistenza di una bomba iraniana possa provocare una pericolosa proliferazione nucleare in tutta la regione. Paesi come l´Egitto, l´Arabia Saudita, la Turchia non starebbero a guardare.
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